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Commenti a "Non mi piace Nietzsche perché ama la..." di Bertrand Arthur William Russell


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A proposito di Bruno , citato  oramai svariati commenti fa , egli sosteneva che - in riferimento all' idea di uscire fuori dal mondo , fuori dalla libertà , dal colore - se si riuscisse ad arrivare  all' infinito , il nostro sguardo sarebbe tangente  ad un cerchio massimo ( come l' equatore) e saremmo in grado di vedere esattamente metà Terra e che per poter vedere l' altra metà basterebbe allontanarsi ancora , oltre l' infinito  , per incominciare a vedere , poco a poco l' emisfero nascosto. E  si vedrebbe tutta la Terra , solo giunti  una seconda volta all' infinito.
Un simile pensiero potrebbe ritenersi giustificatorio della sua condanna da parte dell' inquisizione
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Non ho letto in nessun libro che quella frase è un sofisma , credo che per una volta sono riuscito a sbagliare tutto da solo , senza nessun aiuto :-)
Effettivamente  che non si tratti di sofisma , chiedo venia, ma solo di un più  elegante stratagemma per confessare la propria incapacità descrittiva senza passare per il  tentativo  di fornire una risposta , diciamo " decente" .
Credo che vi sia una netta differenza tra il rivolgere a se stessi delle male parole a causa della difficoltà di comunicare l' inesprimibile - perché troppo grande o perché troppo piccolo rispetto al nostro consueto ordine di grandezze con cui misuriamo e percepiamo la realtà - e rivolgere insulti e parolacce agli altri , come se fossero costoro responsabili dell' incapacità di esprimere qualcosa di complesso da esprimere , o anche qualcosa di inesprimibile.
S. Agostino , trovandosi a doversi esprimere su qualcosa che effettivamente è molto complesso da definire ,  non ha , ovviamente , rivolto il proprio rancore verso alcuno , neppure , mi pare , verso se stesso . Certo che , però , lui era un Santo.
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Tuttavia la ragione non basta, perché, per tornare all'esempio della macchina da corsa, garantisce l'aderenza, ma non il raffreddamento; e senza raffreddamento fondi il motore.
     Orbene, i migliori tipi di raffreddamento in commercio a questo proposito sono tre, che è bene integrare: l'umorismo, la musica (quella suonata, non quella ascoltata), e lo sprofondamento nella cura delle caz*zate, qualsiasi esse siano. Categoria, quest'ultima, in cui senza dubbio rientra ad uno dei primi posti, alla maniera di "amici miei", il rompere le palle agli altri, ancor meglio se seriosi e supponenti.  ; )))
     Vedi dunque come e fino a che punto io possa capirti, mio caro "Gente de borgata"...  : )))))
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Per Alessandro: non è complicato da spiegare, l'hai spiegato benissimo.
Almeno, io l'ho capito.
    Mi fai venire in mente quello che diceva Pascal: per conoscere se stessi la ragione non serve a nulla, e la vera filosofia è burlarsi della filosofia.
    Tuttavia, quando si fa l'esperienza di partire per la tangente senza più via di ritorno, ed è un'esperienza che la si fa quando si entra in territori inesplorati dove non esistono più punti di riferimento, allora la ragione diviene importante. Un po' come la zavorra, che impedisce che i palloni aerostatici salgano fino alla stratosfera.
    Personalmente, dopo certe esperienze medianiche, sono divenuto un cultore della ragione: non per dove possa portarmi (non può portarmi quasi da nessuna parte) ma perché forti dosi di razionalità sono l'unico possibile e potentissimo antidoto per chi si avventura nell'ignoto, frequentato da mille mostri velenosissimi.
    D'altra parte, è ovvio che se vuoi aumentare la potenza devi aumentare anche l'aderenza, altrimenti la macchina ti vola via di sotto e ti sfracelli.
88
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Già, nobile Epinephelus, tu sei un amante del mare...
L'apnea... 
Almeno per me, solo quella ci manca...  : )))
Fammi sapere qualcosa circa il commento 53.

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