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Commenti a "Non mi piace Nietzsche perché ama la..." di Bertrand Arthur William Russell


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Cercherò di trascrivere la terza delle teorie menzionate.
Saluti.
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Se posso dire la mia , a me non pare di vedere  davvero molte persone , perlomeno in questo sito , che si sforzino di ragionare pacatamente evitando la facile attrazione energetica di un linguaggio scurrile , né mi pare ve ne siano altrettante che si scambino informazioni.
Mi sembra , piuttosto che ve ne siano "diverse" che mirano alla distruzione di tali ragionamenti e di tali scambi.
Ma , per chi non lo sapesse , sono miope.
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Vi osservo nel ragionare, nell'impostazione che assumete, nel modo di scambiarvi informazioni. Siete identici, non c'è nulla che vi distingue l'uno dall'altro. Tutti legati.... in un modo o nell'altro.

Quel vecchio ba*st*ar*do non sbagliava .
" Se un giorno vedessi anche una sola persona che fa o dice qualcosa di insolito, mi aiuterebbe a tirare avanti. Invece sono stantii, grigi. Non c'è slancio. Occhi, orecchie, gambe, voci ma niente. Rinchiusi dentro se stessi, si prendono in giro, fingendo di essere vivi".. (cit)


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Grazie, Giulio, di questo tuo paziente ed appassionato apporto di chiarezza circa il pensiero di Russell riguardo all'etica di Nietzsche (sarebbe interessante conoscere il terzo atteggiamento etico, ma probabilmente ci porterebbe fuori tema, e poi per te potrebbe essere una fatica immane).
    Come dicevo più sopra, cioè prima che il discorso venisse interrotto da Alessandro "bennato" (che invito a venire finalmente fuori dal ruolo del "troll" di borgata e a tornare se stesso, perché non è uno che non valga, né uno che valga poco), c'è una riflessione da fare, ed è la seguente.
    RUSSELL e NIETZSCHE sono due filosofi, ENTRAMBI ATEI. Su questo non ci piove. Eppure esprimono due posizioni etiche del tutto differenti, di cui la prima, quella di Russell, è praticamente sovrapponibile all'etica cristiana. Anche in questo passo, infatti, Russell non sembra muovere obiezioni alla dottrina cristiana (che egli chiama la "dottrina ufficiale"), quanto alla PRASSI invalsa nella maggior parte dei paesi cristiani. NON MUOVE QUINDI RILIEVI ALL'IDEA, MA ALL'INCOERENZA DELLE AZIONI. E, naturalmente, non solo all'incoerenza dei singoli, ma anche e soprattutto all'incoerenza delle strutture, delle comunità cristiane (tra cui prima la Chiesa cattolica, ma non solo lei).
     Ne derivano secondo me tre ulteriori riflessioni:
1) quelle strutture, quantunque affermino di essere cristiane, in realtà non lo sono, perché nessuno può essere ritenuto discepolo o addirittura maestro di una dottrina morale se non la pratica (a questo riguardo il nuovo papa sembra muoversi, finalmente, nella giusta direzione);
2) questa incongruenza tra la dottrina in cui si "crede" e le azioni è perfettamente conforme alle parole di Cristo, secondo cui la via è difficile: si tratta di una dottrina che è difficilissimo mettere in pratica, e vi si può riuscire solo a livello individuale, non certo collettivo;
3) poiché le posizioni etiche della maggior parte degli atei sono vicinissime a quelle di Russell (e a quelle della dottrina cristiana "ufficilale" non "messa in pratica"), mi sembra evidente che l'etica cristiana, a prescindere da atti di fede, potrebbe rappresentare un terreno comune su cui fondare ciò che più conta, cioè l'azione comune degli uomini "di buona volontà": prescindendo dalle divisioni tra atei e credenti, perché NESSUNO ha o può avere l'esclusiva dell'agir bene.
     Ci sarebbe molto altro da dire, ma mi fermo qui.
     Grazie ancora del tuo intervento, Giulio.
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Caro Giulio per fortuna hai innalzato il livello di dialettica che stava miseramente naufragando. Niente da aggiungere, come già detto Condivido
Russel al 96  per cento ! Credo appunto che se si potesse abolire l'ipocrisia e stabilire un principio di chiarezza, se pur negativa, sarebbe più semplice
scoprire le dinamiche che regolano i rapporti tra i popoli.

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