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Commenti a "I più sono soliti definire "assurdo" ciò che..." di Giuseppe Freda


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Ringrazio Silvana e Franca dei rispettivi interventi, che mi danno occasione per chiarire meglio il mio pensiero.
    "NORMALE" è ciò che è conforme alla norma, cioè all'andamento consueto di un determinato processo. Insomma: ciò che è usuale.
    Il contrario di "normale" è "NON NORMALE": parola che indica l'andamento non conforme a ciò che è consueto.
    Ma... cosa è normale, cioè cosa è consueto? E' qui la relatività del concetto. E' normale, ritengo, per la ex moglie di Berlusconi, ricevere un assegno di 3 milioni di euro al mese; allo stesso modo in cui è normale (quanto vituperato) nella nostra società che la pensione minima sia di poco inferiore ai 500 euro al mese; alla stessa maniera in cui, nella società dei nostri nonni e bisnonni, era normale che NON vi fosse alcuna pensione, né luce elettrica, radio, televisione, automobili, aerei, voto alle donne o democrazia rappresentativa.
    Potremo mai dire che la condizione dei nostri nonni e bisnonni era ASSURDA? Credo proprio di no: era, semplicemente, fuori della odierna normalità: era la NORMALITA' RELATIVA in essere alla loro epoca, e sarebbe OGGI "anormale".
    Purtroppo, però, la parola "ASSURDO" assume nel nostro linguaggio diversi significati. "ASSURDO" (cito testualmente) è ciò  "che è contrario alla ragione, al senso comune o all'evidenza". La contrarietà alla ragione o all'evidenza non desta problemi; esprime elementi OBIETTIVI, validi per tutti. La contrarietà al SENSO COMUNE, invece, richiama in quel "COMUNE" il concetto di normalità. Cosa è il senso comune? E' "la maniera ordinaria e semplice, propria della MAGGIOR PARTE della gente,  di intendere e giudicare". E' insomma il modo di pensare usuale.
     E' questo il motivo per cui molti OGGI, vivendo in un mondo di egoismi e sopraffazioni, in cui milioni di esseri umani (e di bambini!) vivono in estrema condizione di povertà e di abiezione, fino a morirne ogni anno di malattie, di stenti e di fame, ritengono di vivere ciononostante in un mondo NON assurdo, ma normale, in cui ciò è inevitabile. Mentre semmai quelle stesse persone ritengono assurdo (mentre invece è solo "non usuale", cioè "non normale") che possano esistere extraterrestri, angeli, demoni, santi, gente che ci parla e che li vede, nonché un Dio che prima o poi possa chiedere a tutti, nessuno escluso, conto e ragione di questo scempio.
    Se solo riuscissimo ad escludere dai significati del termine "assurdo" la contrarietà al senso comune, avremmo già fatto un grosso passo avanti sulla via della chiarezza delle nostre idee.
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Grande frase caro Pino! In ogni caso penso che la vera anormalità sia quella di ritenersi del tutto 'normali'
concetto talmente stretto che è impossibile da definire, ma a volte anche essere fuori dal coro non è male!!!
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La normalità è sempre discutibile. E' una questione di punti di vista.
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Questo accade perché il termine "normalità" non è connesso ad una precisa categoria logica, ma solo ad una esperienza di frequente ripetitività, che ingenera l'illusoria percezione dell'esistenza di una sorta di legge di natura.
   Sotto altro aspetto, il concetto di "normalità" è utile a far sì che ciascuna stratificazione ideologica ed economica del corpo sociale si mantenga inalterata per periodi più o meno lunghi, evitando il frequente ribaltarsi degli equilibri sociali.
   Per questi motivi, si tratta di un concetto da non tenere in alcuna considerazione se si vuole comprendere l'intima realtà delle cose: realtà in cui quelle che riteniamo indefettibili "leggi di natura", o"cose che così devono andare", pur apparendo del tutto "normali", potrebbero giocare, e giocano in effetti, un ruolo del tutto illusorio.
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succede così spesso che si finisce per non sapere più cosa vuol dire normalità ..

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