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Commenti a Frase ID 184425


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Comunque, manco a farlo apposta, Gorgia si inserisce a puntino nel discorso.
   A proposito infatti del secondo punto, l'inconoscibilità dell'essere, egli dice che l'essere, anche se ci fosse, NON PUO' ESSERE PENSATO. E precisa che le cose pensate non esistono, altrimenti esisterebbero tutte le cose inverosimili e assurde che all'uomo piace pensare. Ma (ed ecco il bello): se è vero che ciò che è pensato non esiste, sarà anche vero che ciò che esiste non è pensato, e che perciò l'essere, se c'è, è inconoscibile.
     La logica conseguenza della frase di Vincenzo sembra dunque essere la conclusione opposta a quella cui giunse Gorgia all'incirca 2500 anni fa: solo ciò che è pensato esiste; anzi, solo ciò che IO penso esiste.
     Senonché, dato che gli " IO " esistenti sulla faccia della Terra sono circa 6 miliardi, e tutti potrebbero dire la stessa cosa, tanto vale dire che esistono 6 miliardi di persone...
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Ciascuno sperimenta la propria esperienza. E l'esperienza è percezione, è fatto mentale prima che materiale...
Chi potrà mai ergersi a giudice di ciò che esiste e ciò che non esiste?
Ognuno ritiene che esista ciò di cui ha sperimentato l'esistenza...
Diceva addirittura Gorgia:
- nulla esiste (e dimostrava al riguardo che non esiste né l'essere, né il non essere);
- se anche esiste, non è conoscibile;
- se anche è conoscibile, non è comunicabile ad altre persone.
Ad ogni modo, sinora non avevo mai assistito ad una disputa tra due scettici. E' molto interessante: mi conferma nella mia idea che ciascun essere umano è un universo a se stante e l' intercomunicazione verbale, con esclusione di quella matematica (unico vero esperanto razionale), si fonda su parole cui ciascuno attribuisce un diverso significato e diversa efficacia evocativa.
Benvenuti in cima alla torre di Babele!!  :))
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Non mi dire che ho incontrato il detentore della conoscenza e del pensiero assoluti? ... ;)

Io non riesco a pormi nella visione realistica di dire che tutto quello che non posso pensare non esiste... Penso semplicemente che le cose che io non sono in grado di vedere con la mia mente le potrebbe un giorno vedere qualcun'altro e quindi mi riterrei presuntuoso nel dire che quello che io non posso (non sono in grado) di pensare non esiste.

E' vero poi che mi pongo nella posizione di dire che quello che mi viene proposto (senza prove tangibili) e che non verifico nella realtà per me non esiste/difficilmente esiste ...  Ho aggiunto difficilmente perché sono anche in grado di pensare che potrei essere io a non vedere le prove ... In ogni caso se non vedo prove tangibili resto del pensiero della non esistenza del proposto.
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Perbacco, vedo di aver dato la stura ad un sotterraneo dissenso...
Calma, calma... : ))
Vincenzo ha detto che questa frase è il frutto di mesi di meditazione, e che in materia potrebbe scrivere un trattato.
Prima di vendere la pelle dell'orso, attendiamo dunque il trattato, o quanto meno le sue linee essenziali.
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... caso mai direi: tutto quello che non posso pensare non lo vedo! ... Non esiste è eccessivo ...

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