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Commenti a A volte di Susan Randall


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Cara Susan sento tra le tue righe una sorta di difesa. Io non ho mai voluto criticare nè te nè nessun altro, è nella mia natura rispettare i sentimenti altrui , il mio commento , anche se non capito, era un'esortazione proprio alla vita, a comprendere che la sofferenza non risparmia nessuno è una cosa molto democratica e non risparmia nessuno. Il mio intento incompreso era quello di dire che le lacrime una volta finite, bisogna tornare a sperare e a sorridere , perchè, come dice il proverbio, aiutati che il ciel t'aiuta. Credimi con affetto Franci.
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Margherita, mi sembra di leggere le parole della mia ancora amata ex-compagna. La quale dice che alla fine bisogna trovare la forza di alzarsi. Io quella forza ce l'ho, ma quando qualunque cosa si faccia si continua a prendere botte l'unica cosa che resta e sentirsi feriti... E sono inutili le parole di chi è o vuol fare lo psicologo alzando questa stupidaggine della forza. Io sono una persona terribilmente forte e forse anche per questo, dato che non mi piego, rischio sempre di spezzarmi. Il dolore infinito e triste che provo per l'andamento della mia vita è tale che mi fa piangere spesso ultimamente, non mi vergogno nemmeno più di piangere dove mi pare, questo mondo prende questi sensi per fragilità, invece è una forza, non cerco più le carezze, cerco la mia libertà di sentirmi ferito dal mondo liberamente. Non sopporto più l'ingiustizia di sentirmi rifiutato perché sono una persona malinconica e sensibile. Sono una persona che ride, che fa battute, che si alza la mattina e cerca di vivere, ma quando tutto va al contrario non resta che piangere! E come ti dicevo non me ne importa più di quello che pensa la gente, voglio anche la mia libertà di soffrire, se gli altri mi evitano peggio per loro perdono l'opportunità di conoscere un'anima sensibile... Io non ho bisogno dei consigli di uno psicologo, ho bisogno che il mondo mi renda una semplice carezza, che rida con me e che non mi lasci nell'angolo a guardare il tempo scorrere senza darmi risposte vitali!!! Come vuoi che uno non sia triste se tutto va nel verso sbagliato, se ogni speranza crolla, se ogni affetto sfugge distrutto dal mondo che toglie ... Io potrei non farcela più, come ha fatto qualcuno potrei pensare di farmi sui-ci-dare, perché sentirsi non sentiti dal mondo in tutto è un dolore atroce che spezza qualsiasi forza... Mi offendo a leggere le tue parole come quelle di Serena, che pur facendo la psicologa, non ha capito nulla di me, non ha capito nulla della mia forza e della mia voglia di vivere e ridere e giocare ... A me, come pure a Susan, credo basterebbero un paio di carezza, due parole, un abbraccio, non gli sguardi evitanti della gente che vede lacrime in autobus... per me questa mancanza di pietà è la rappresentazione di questo mondo insensibile ed egoista. Penso che la psicologia moderna rappresenti quest'ultimo aspetto, consideri valide delle cose che sono il comportamento sociale della massa, bene! A me di questa opinione non me ne importa nulla! Io sono forte e bello con le mie lacrime ed il mio spirito guerriero...
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Margherita  non sapevo che facessi la psicologa , la tristezza e' un sentimento che va' vissuto ! NOn e' uno stato d'animo perennne , la sensibilita' di un emozione non necessariamente si puo' abinare ad uno stato d'animo perenne e logorico !!!!! Ma certo che la vita sorride anche ,ed anche in un sorriso vi possono essere lacrime!!!! poi ci sono persone che la loro sensibilita' se la sono persa per strada! Beh fiera di essere chi sono e la tristezza? Me la vivo in ogni attimo che la vita me lo permette , anche guardando la bellezza di un fiore che nasce e muore ,stati d'animo? NO VITA!!! e fiera di esserne parte e non aver perso mai il sorriso che la vita mi ha dato.....aggiungo che non tutti siamo uguali ed ognuno di noi ha il diritto di espressione ,come ognuno ha il diritto di criticare ma non giudicare!
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Io credo che stiate confondendo la sensibilità d'animo con la tristezza. Chiunque può commuoversi dinanzi a certi avvenimenti o piangere per dolore o malinconia. Ma a me sembra  che il vostro sia uno stato perenne, e questo non può essere che patologico. E' l'istinto di conservazione della vita stessa che ad un certo punto deve accorrere in nostra difesa a far iì da riuscire a governare le cose o le persone che ci feriscono e che non ci comprendono. Continuare a crogiolarsi nel dolore o ancora peggio lasciare che altri ci feriscano accettando il tutto come un destino avverso io lo trovo sbagliato. Piangere va bene, soffrire anche, ma poi bisogna mettere un punto a tutto questo e trovare il coraggio di scrollarsi la tristezza da dosso e continuare a vivere al meglio possibile pretendendo che la  vita oltre alle lacrime ci regali anche un sorriso.
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Patrizia 1 siamo in due  ..e grazie..

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