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Commenti a "Le persone geniali possono essere estremamente..." di Giuseppe Freda


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Il pensiero di Elena (che ringrazio degli immeritati complimenti) concorda con quanto sopra dicevo: tutti i geni, in quanto pietre di paragone, contribuiscono a mandare avanti l'umanità. Anche se, talora, contro voglia!
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PerPaolino: grazie per l'apprezzamento, ma devi chiarire anche a me cosa caspita sia un "nerdo"...
     Devo dire che io ultimamente mi sento sempre più giù, quasi una ...nerda, ma un "nerdo" ? Non ho mai pensato di poterci arrivare !!  : )))
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Ed ora un'eccezione allo stretto ordine cronologico delle risposte: un grande "BENTORNATA" per Flavia, assente da questa bolgia per molto tempo, e dunque forse anche per questa ragione, per quanto sopra detto, in... odore di genialità.
    A lei, in particolare, un ringraziamento per la sesta stella; quasi quasi ci si potrebbe fondare sopra, anziché un aforisma, un nuovo soggetto politico. Ti farò sapere.  : )
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Per Margherita1 (alias Franci): ho avuto la fortuna, nella mia vita, di conoscere molte persone geniali. Non parlo quindi né per teorica elucubrazione, né per luogo comune, ma per consumata e ripetuta esperienza.
    Orbene, la caratteristica principale di queste persone, sin dalla più tenera età, è il rendersi conto di avere, rispetto agli altri, quel che suol dirsi "una marcia in più". Questo conduce, prima all'isolamento della "diversità", poi all'isolamento della "superiorità". Nella pratica queste persone, anche se spesso estremamente gentili ed educate, si rendono conto di capire e di vedere cose che gli altri non vedono, o vedono solo a fatica. E percepiscono gli altri come fonte di turbamento: li vedono, tutti, come esseri talvolta piacevoli, ma tardi di comprendonio, sia che li avversino come stravaganti e "disadattati", sia che li acclamino come "geni". Quanto alle "folle plaudenti", infatti, essi per primi, proprio perché geni, si rendono conto più di ogni altro dei propri limiti rispetto a ciò che pur sarebbe possibile fare; ed essendo contro questi limiti in perenne lotta, per conseguire il loro ideale di perfezione, vengono infastiditi da coloro che li acclamano non cogliendo i limiti stessi, e accomunano tutti, detrattori e sostenitori, nella sostanziale qualifica di "i*d*ioti".
     Orbene, in una situazione del genere, capirai che è estremamente facile travalicare in un doppio rischio: da un lato il disprezzo di sé (per la constatata incapacità di toccare il cielo), dall'altro il disprezzo degli altri, incapaci addirittura di vedere quel cielo. E dunque il bene e il male sono il bene il male; ma per essere geni del bene (o del male) occorre innanzitutto essere geni. Chi lo è - è questo il mio assunto - vive una posizione estremamente difficile, che può condurlo ad essere di estremo pericolo sia per sé, che per gli altri.
    Del resto, lo stesso Lucifero, principe dei demoni, altri non è, stando alla tradizione, che il decaduto principe degli angeli: comprova ulteriore che, in questi soggetti, le vette ed i precipizi sono estremamente vicini.
    Sotto altro aspetto, non dimenticare che dobbiamo al demonio la prima delle nostre conquiste: il frutto della conoscenza del bene e del male, cioè il libero arbitrio. Dobbiamo dunque molto anche ai geni del male...  : ))
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Propongo allo staff di P&P di aggiungere una sesta stella (alle cinque stelle in uso) per votare la frase geniale.

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