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Commenti a "Misura ciò che è misurabile e rendi misurabile..." di Galileo Galilei


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Vincenzo, mi piace molto la domanda che poni nel commento #32 ed anche il modo con cui la poni.

Io credo che cercare di dimostrare l'inutilità del metodo scientifico contro la validità del metodo filosofico o l'inverso sia una perdita di tempo. Mentre invece è interessante attraverso il ragionamento ed il sentire, di cui l'intuito è gran parte, arrivare alla conoscenza!
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Su Freud non hai espresso compiutamente la mia opinione, ma... ci sei andato vicino. Per dirla tutta, lo ritengo un pazzoide, o meglio una sorta di pifferaio magico che ha portato nel fosso infinite schiere di seguaci (ma -quel che è peggio - di invasati pazienti): ti consiglio la lettura del capitolo a lui riservato (con particolare riguardo alle sue intuizioni iniziali) nella storia del pensiero filosofico e scientifico di Geymonat. :)
      ...Misurare l'uomo? Qualcuno c'è riuscito? Non bisogna confondere le teorie con la scienza (anche quele di Freud sono solo teorie). Io ad esempio, pur essendo un appassionato di astronomia e di astrofisica, non ritengo assolutamente che la cosmologia, territorio in cui si scontrano scienziati e tesi piene di ogni ardimento, sia una scienza: si tratta solo di costruzioni mentali, di cui non è stato assolutamente comprovato alcun riscontro con la realtà, che potrebbe essere molto diversa da tante teorie. La stessa teoria del big bang, spacciata ormai come verità assoluta, è avversatissima da molti scienziati (tra cui Margherita Hack); tuttavia di cosmologia hanno campato e campano molti scienziati (tra cui Hawking, ma non solo lui), per la delizia di coloro che amano i voli di fantasia (tra i quali anche il sottoscritto; ma in tutta coscienaza e consapevolezza : ).
    Ma certo che il numero non è secondo me sufficiente a formarsi idee valide dell'essere e della vita; non solo, ma ho anche scritto (se ben ricordo) un aforisma in cui ho asserito di essere io misura del mondo, e non il mondo la mia misura. Ciò non esclude che io dia alla frase di Galilei qui in esame il preciso valore che ha, senza pretendere di renderla ausiliaria o confermativa delle mie convinzioni e sensazioni, giacché Galilei intendeva riferirsi al metodo della scienza, e non a visioni più o meno filosofiche del vivere o dell'agire umano.
     Le precisazioni che sto fornendo qui, relativamente a questa frase, costituiscono solo un dovere di rigore ed onestà intellettuale, nulla di più.
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Cercherò di fare questo sforzo di ricerca. Comunque sono sicuro che Galileo abbia usato questo termine sicuramente al fine di illustrare un modo di fare scientifico. Ma attenzione scienze quali psicologia, sociologia mirano a "misurare" anche fenomeni morali.
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Ecco qua: l' "aforisma" appare citato in H. Weyl "Mathematics and the Laws of Nature" in I Gordon and S. Sorkin (eds.) The Armchair Science Reader, New York: Simon and Schuster, 1959.
    Se l'articolo che riporta queste parole di Galilei tratta di matematica e leggi della natura, sembra risultarne confermato che le parole stesse siano indirizzate a finalità di ordine metodologico scientifico, e non a costituire oscura massima per il comportamento di Vincenzo Cataldo, di sir Jo Black o del sottoscritto.  : ))))))))
   Anche perché: ammesso che ci dovessimo sforzare per rendere misurabile ciò che è impossibile misurare, perché mai dovremmo continuare come beoti a misurare qualsiasi cosa sia misurabile??  Forse che dobbiamo uscire di casa portando in tasca un avvolgibile di 20 metri??  : )))
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Ho ritrovato il filo (e la forza di rispondere a taluni acchiappa-nuvole). Io volevo dire solo questo: Galilei era uno scienziato, non un maestro di vita o di virtù. Questa frase quindi, secondo me, ha una valenza esclusivamente scientifica: misura ciò che puoi misurare (uno scienziato deve attribuire ad ogni grandezza o variabile valori precisi), e ciò che non puoi misurare, tenta di trovare il metodo e l'unità di misura per misurarlo. E' ciò che la scienza fa di continuo, tentando e trovando nuove vie per misurare dimensioni,distanze, ed in genere grandezze di ogni specie.
     Secondo me, quindi, ogni interpretazione che attribuisca a questa frase un significato di ordine morale, o comunque generale e non strettamente attinente al metodo della scienza, è frutto della deformazione mentale di stampo aforistico da cui è affetto il 99% dei frequentatori di questo sito (altrimenti detti sputa-sentenze); ed è destinata a coprire di scorno e di rid*icolo chi la emette e chi le presta ascolto.  : ))
     Assegno dunque a sir Jo Black (il più portato per ricerche filologiche) il compito di verificare il contesto in cui Galilei ha espresso questo concetto; contesto che non potrà che comprovare il mio assunto.

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