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Commenti a "Mi bruci per quel che predico è una fine che..." di Galileo Galilei


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Fai bene a credere in Dio. Nella Chiesa, poi, ci sono stati e ci sono tanti santi (santi sul serio, non santi "politici"), e tanti diavoli (questi ultimi, spesso tra papi, cardinali, vescovi e preti). Tu tieni lo sguardo fisso alla stella polare, che è Gesù Cristo, e non lasciare che questi miserabili ti scandalizzino se non limitatamente alle loro persone e ai loro intrallazzi. Se farai così, la tua bussola segnerà sempre il Nord, senza alcun dubbio o titubanza.
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la santa inquisizione,ha ucciso uomini,donne in nome di un DIO,che rifiutava,la violenza
se guardi film,o leggi testi,si scopre che ti punivano anche se non mangiavi carne(ti dicevano giudeo?ecc ecc.
credo in DIO,ma alla chiesa che ha benedetto massacri NO
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Quanto poi al fatto che la Chiesa non abbia mai disdegnato la pena di m0rte, può essere agevolmente dimostrato dalla circostanza che nello Stato Pontificio essa era ampiamente praticata (ultima esecuzione nel 1870); e che lo Stato Vaticano l'ha abolita solo nel 1969.
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"GiordanoBruno fu giudicato da una Congregazione dell'Inquisizione composta da sette cardinali e otto teologi. Il teologo che su tutti primeggiò, quello al quale cardinali e teologi e perfino il papa si inchinavano, è Roberto Bellarmino. Egli aveva credito di persona infallibile e non ignorava nessuno degli espedienti dei teologi. Il suo nome compare sinistramente sia nel processo a Giordano Bruno che in quello a Galileo, cioè nei due più grandi processi che siano stati eretti contro la scienza nel secolo XVI e all'inizio del secolo XVII. Il Bellarmino esercitò nell'uno e nell'altro una specie di dittatura. Clemente VIII dipendeva da lui, così come dipendeva da lui Urbano VIII. La cosiddetta eresia copernicana è quasi interamente un parto del giudizio del teologo di Montepulciano. Il rogo che si innalza a Bruno nel 1600 è dovuto a questo teologo; a lui è dovuta anche la proibizione contro Galileo nel 1615.

Nel gennaio del 1599 furono raccolti i capi d'accusa, otto in tutto, ricavati dai processi di Napoli, di Roma, di Venezia e dalle opere, e gli furono intimati perché adducesse le sue discolpe. Ma, nonostante le insistenze del cardinale Bellarmino e degli altri inquisitori, che si recarono più volte al S. Uffizio per indurlo ad abiurare, Bruno si tenne fermo nelle sue convinzioni. il 29 gennaio del 1600, come si è detto, il Tribunale del S. Uffizio pronunciò la condanna a morte. Il 9 febbraio, condotto nel convento di S.Maria della Minerva, gli fu letta la sentenza, e subito fu sconsacrato. Al cospetto dei suoi giudici, con volto sdegnoso e accento sicuro, pronunciò la famosa frase: "Voi certamente tremate nel pronunciare la mia condanna, più di quanto non tremi io nell'ascoltarla" .
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Ecco qua san Roberto Bellarmino, vergine, martire e inquisitore esemplare. : )))
www.santiebeati.it/dettaglio/29150
Ciononostante io rimango cristiano, e anche cattolico.
Che mi scomunichino pure.
Buffoni.

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