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Commenti a "Nulla in questo universo è permanente." di Paolo Libert

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Forse ho sbagliato a scrivere, il tempo "appare" solo per l'uomo, in realtà non esiste, non è indispensabile per il funzionamento dell'universo, basti pensare agli animali che vivono senza necessariamente dividere la rotazione terrestre in 24 segmenti chiamate ore, o la rivoluzine terrestre in 12 segmenti chiamati mesi.

Solo la mente umana ha bisogno di programmarsi quello che ancora deve esistere, e di conseguenza serve un metro di misura.
Anche il passato non esiste più, risiede solo nella memoria umana sottoforma di ricordo.
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Per Yang: prima di proseguire oltre, perché il discorso si fa MOLTO interessante, vorrei un chiarimento: non riesco a capire per qual motivo il tempo, che tu affermi ILLUSORIO, non sarebbe un'apparenza; mentre invece concordi che lo siano la materia e lo spazio. A me pare che i termini APPARENZA ed ILLUSIONE, in questo contesto, abbiano il medesimo significato...
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Mio caro Giulio, l'animo umano è per sua natura mutevole; e ciò non necessariamente per incostanza, ma anche perché gli uomini (soprattutto quelli migliori, salvo siano calabresi :) tendono di continuo a mettere in discussione se stessi, le proprie conoscenze, le proprie convinzioni, ed anche la propria fede o assenza di fede.
     Nel linguaggio comune, il termine "conversione" (ad un'idea o ad una religione) riveste un significato definitivo; viceversa, in ambito religioso, si sa bene che la "conversione" deve avvenire giorno per giorno, minuto per minuto; nell'ambito del cristianesimo, Gesù Cristo in persona parla di credenti che cessano di credere (il "sale della Terra" che può divenire senza sapore, e ad altro non serve che ad essere gettato nel fuoco).
     Tu però dici: chi, da religioso che era, diviene irreligioso, segno è che religioso non lo era mai stato. Certo, è così. Ma andando avanti nella pratica della vita, ti renderai conto che non esistono, se non rarissimamente, nè il bianco nè il nero, ma solo infinite tonalità di grigio. Salvo pochissimi (di cui sinora, personalmente, non ne ho conosciuto neanche uno), nessuno è "davvero" colto, o paziente, o intelligente, o bello, eccetera. Anzi: chi più è ciascuna di queste cose, più si rende conto dei propri limiti, ed ha disistima di sé; e più è soggetto a “mostrare la corda” a chi lo osservi attentamente e ne analizzi in ogni dettaglio i comportamenti. Così è anche per chi è religioso. Anzi, paradossalmente, chi lo è davvero è ancora più esposto al precipizio della perdita della fede (e alla tentazione). Di questo fenomeno parlano i più grandi Santi della religione cristiana.
Ma lo stesso fenomeno si riscontra in tutte le attività umane.
     Questo , oltre tutto, è uno dei motivi per cui non dobbiamo MAI idolatrare gli uomini, ma solo DIO.  Gli uomini sono poca cosa: l'ipse dixit può aiutare anche nel 99% dei casi, ma vi è un caso su 100 in cui si rivela pernicioso per chi vi presta fede.
     Ascoltare tutti, ma ragionare con la nostra testa e sentire col nostro cuore è sempre il meglio che possiamo fare.
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Ok, ora che per l' autore è tutto chiaro - tranne  che per la "piccola" questione del tempo :-)   posso chiedere a Pino cosa intende , nel suo commento #5 , al punto 1 , quando cioè dice : " il permanere degli EFFETTI di un mutamento (fisico o spirituale che sia). Esempi: l' ’acqua si è mutata in vapore, o l' ’animo di una persona si è convertito da irreligioso in religioso, o viceversa. Se con la tua frase ti riferisci a questi effetti, proprio in quell'’ ineliminabile “viceversa” risiede l' ’incontestabile verità della tua frase. "
Ciò che mi preme sapere , Pino , è se nell' esemplificativo  mutamento di un irreligioso in religioso e viceversa in quello di un religioso in irreligioso  tu non veda differenza alcuna. Non ti pare che l' ipotesi di mutamento da religioso in irreligioso sia impossibile ? A meno che l' intimo atteggiamento spirituale di una persona non sia subordinato dal bisogno di  tangibili prove materiali e dimostrabili a provare la reale esistenza di un' entità divina e non piuttosto dalla fede che ne escluda del tutto il bisogno. Mi pare infatti che l' unica possibilità per tale religioso di divenire irreligioso si sostanzi nella possibilità che costui non sia mai stato religioso.  E' evidente ,ora, che per questo religioso  l' unico mutamento sia proprio di diventare un vero religioso.
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Sono concorde con quello che scrivi, affermativo l'ultimo pezzo, tranne che per il tempo, poichè il tempo è un'illusione, è stato creato dalla mente umana per memorizzare avvenimenti passati.
Quando dici: domani vado al lavoro, in realtà lo immagini, lo presupponi, ma il domani ancora non esiste, e di conseguenza anche il tempo.

La teoria speciale e generale della relatività, elaborata da Einstein, ha demolito definitivamente l’idea newtoniana di tempo come costante universale. Il tempo (e lo spazio), nella teoria di Einstein, diventano relativi.
I fisici americani John Wheeler e Bryce DeWitt, circa 40 anni fa, hanno ideato una straordinaria equazione (l’equazione di Wheeler-DeWitt) che sembra unificare teoria della relatività e meccanica quantistica. L’equazione è tutt’oggi fonte di dibattito tra i fisici moderni, soprattutto per un “piccolo” particolare: in questa equazione il tempo sparisce.

Secondo un gruppo sempre più numeroso di fisici moderni, il tempo, semplicemente, non esiste.

Le antiche filosofie orientali lo affermano da millenni, gli scienziati occidentali ci si stanno avvicinando in questi anni: non esiste nulla al di fuori del momento presente. Passato e futuro sono creazioni dalla nostra mente. Il momento presente è l’unica realtà della nostra esistenza.

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