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Commenti a "Nulla in questo universo è permanente." di Paolo Libert

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Questi sono problemi filosofici, che la scienza non si pone, e, se se li ponesse, non riuscirebbe a risolvere.
    Quanto all'ipotetico "big crunch", in presenza di una sufficiente quantità di materia, la fuga delle galassie riscontrata da Hubble nel secolo scorso, cioè l'espansione dell'Universo, ad un certo punto si invertirebbe, e si verificherebbe una contrazione dell'Universo stesso, fino al ritorno ad un massimo di compressione,  che sarebbe probabilmente seguito da un nuovo "bang", in un ciclo senza fine. Ma questa è pura fantasia, perché non si è al momento in grado di calcolare quanta materia sia presente nell'universo.
     Demiurghi e nulla non sono, purtroppo o per fortuna, problemi scientifici, ma esclusivamente filosofici: risolti da taluni per via di religione, anziché di filosofia, con grande scandalo dei razionalisti. Ma questa è un'altra questione...
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Mi pare di  osservare una contraddizione nelle tue parole, caro Pino.
Nel tuo ultimo commento , infatti, sostieni per un verso che la scienza supporta l' idea che prima del big bang non c' era nulla - e già questo mi pare alquanto  complicato da spiegare , come ci si può interrogare su cosa c' era prima della nascita del tempo ?- e per un altro verso dici che secondo alcuni  dopo il big bang ci sarà un "big crunch". Ora, o ci si convince che il big bang - quello verificatosi circa 13,7 miliardi di ani fa -
sia stato il primo in assoluto e dunque la discussione deve  obbligatoriamente tornare ad includere la figura del demiurgo , oppure è necessario spiegare cosa fosse il " nulla assoluto" , poichè - pur riconoscendo la totale nullità  in termini di bontà ad alcuni uomini evincibile  specie tra i  politici- l' umanità , il mondo , ed la sezione di universo a noi conosciuta non può essere definita  una nullità.
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Ciao, Yang. Attendo con ansia e pazienza. :)
Per ora mi preme rispondere a Giulio Pintus evidenziando che i problemi relativi al "demiurgo", al "prima" e all' "idea", cioè ai fini, sono problemi del tutto estranei sia alle finalità, sia ai metodi della scienza. Il suo ambito è l'interpretazione dell'Universo materiale : "prima" dell'Universo materiale, per la scienza vi era il nulla assoluto. Se infatti "prima", oltre che "durante", vi fossero demiurghi, progetti ed idee, è problema filosofico,non scientifico.
     Secondo alcuni, al "big bang" (avvenuto 15-20 miliardi circa di anni fa) seguirà, tra un numero più o meno pari di anni, un "big crunch", cioè un ripiegarsi del'Universo su se stesso, fino alle dimensioni originarie; e poi ancora un big bang, in una sere infinita di espansioni e contrazioni. Ciò dipenderebbe dalla quantità di materia presente nell'Universo, attualmente non quantificabile perché non conosciamo nè quale sia la quantità di "materia oscura" (che sicuramente vi è, perché risulta dagli equilibri gravitazionali galattici, ma non si sa cosa sia), nè quanti siano i corpi oscuri (nane brune e corpi planetari) presenti sia nelle galassie,  sia a livello intergalattico.
    Anche in questo caso tuttavia (cioè di espansioni e contrazioni infInite), i problemi del prima, del demiurgo e delle idee non cesserebbero ma si porrebbero ugualmente.
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Ho scritto un commento ma non è ancora visibile.
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Mi dispiace ma non riesco a esprimere per iscritto il concetto del tempo "illusorio" e tempo "fisico", oppure non riesco a capire quello che scrivi. Le leggi della natura non si basano sul concetto del tempo presunto, ma tempo inteso come velocità,  al limite si può affermare che ora esistono.

Il Tempo non esiste concretamente, o perlomeno non è una entità concreta direttamente misurabile dall'Uomo.

Il Tempo è il frutto della correlazione che l'Uomo opera fra eventi dinamici e la propria soggettiva facoltà di memoria.

Il Tempo è dimensionalmente coincidente con la Velocità.

la velocità della luce "c" è essa stessa una grandezza fisica naturale indipendente, monodimensionale, costante ed invariante in qualsiasi punto dell'universo.

Posso farti leggere questo?
http://itis.volta.alessandria.it/episteme/ep5/ep5-bocch.htm

Ciao Giulio,
E' il cambiamento che origina la "percezione" del tempo inteso come spazio tra il prima e il dopo.

Prima e oltre i confini dell'universo non vi è nulla, difficile da metabolizzare.

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