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Commenti a "La realtà imprigiona, la fantasia libera." di Antonio Curnetta


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" la capacità del cervello di elaborare dati conosciuti. "
Beh, certo. Prendi però un computer, anche perfezionatissimo, e fagli "inventare" la teoria della relatività. Non potrà farlo mai, perché la fantasia è capacità di elaborare, PIU' quel pizzico di intuito e di follia che un computer non avrà mai.
    Quanto alla capocciata nel muro, sapessi quante ne ho date... e quante continuo a darne!!   : (
    Ma... con fantasia.  :: ))))))))))))
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Quante canzoni, quante poesie, quante storie,
quanti film e quante emozioni,
sono state dedicate negli anni, a lei,
alla dominatrice incontrastata del cielo, alla Luna.

Da quel lontano 1969, da quando il bagliore più affascinante del cielo è diventato un pò meno misterioso,
sono passati tanti, tantissimi anni.
Una cosa è certa, in quella notte la storia cambiò.
Prima di questa data la si riteneva una conquista improbabile, inconcepibile. Sì, impossibile.
"Un piccolo passo per l'uomo e un grande passo per l'umanità", queste le prime parole pronunciate dall'astronauta Neil Armstrong dopo aver appoggiato i piedi sulla Luna.

Io l'ho sempre sbirciata da quaggiù. Quante volte mi sono fermata a guardarla, nella notte, in silenzio. Sì, per scoprire la Luna bisogna fissarla, amarla e capirla. Lei ci sarà sempre e quando non sentiamo la sua presenza è solo perchè non abbiamo Fantasia e occhi per vederla.
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Per i motivi di cui sopra, non sono d'accordo con la frase. La realtà, anche la più avvilente, non ha mai il potere di imprigionare uno spirito libero; mentre la fantasia, se distorta, malata o "fuggitiva", quella sì costituirà una barriera invalicabile, una prigione mentale da cui solo molto difficilmente lo spirito potrà liberarsi.
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E poi... cosa è la Realtà, se non ciò che il nostro filtro ci dice essere reale? Prendi 10 persone diverse, mettile in uno stesso treno a guardare lo stesso panorama... e quella"realtà" che corre sotto i loro occhi, per ciascuna di esse evocherà pensieri, ricordi, speranze, obiettivi, sentimenti diversi... Un cielo azzurro può essere caldo e meraviglioso per alcuni, freddo e tagliente per altri; la nebbia, greve, opprimente per taluni (ehm, me compreso), familiare ed intimistica per gli indigeni padani (absit iniuria verbis)... quale di queste è la Realtà? Ma c'è di più: ho conosciuto storpi felici ed atleti infelici; donne bellissime cattive, e "rospe" dall'animo meravigliosamente sensibile; moribondi benedicenti e ritratti della salute maledicenti... La stessa felicità,  malgrado il nostro mondo occidentale inculchi il contrario, sembra dipendere più da ciò che si E' dentro, che da ciò che si HA... Insomma: quantunque possa apparire il contrario, noi non possiamo conoscere e vivere altro che la NOSTRA realtà individuale. E ciò avviene proprio in funzione della estrema diversità dei filtri di cui ciascuno di noi dispone per percepire la realtà (inconoscibile) che ci circonda. Ché se fosse conoscibile, sui libri di filosofia e di scienza già da tempo sarebbe stata scritta la parola "FINE".
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Sono anzi convinto che la caratteristica principale della Natura non sia la razionalità, ma, appunto, la fantasia. Basta vedere la miriade di varietà di stelle, di mondi,di elementi, di forme vitali (solo tra quelle a noi conosciute: pensa che fantasia, le forme di una giraffa o di un canguro ! ), di idee (per venire al nostro mondo umano)...
     Pensa che fantasia c'è voluta per fare un Vincenzo Cataldo !!!  : ))))

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