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Commenti a "L'ozio è la chiave della verità." di Marco Oliverio


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Flavia , che gentile che sei , ma già che ci sei, potresti anche dirmi quale significato di questa frase ti ha colpito , o ritieni essere cosi' forte ?
Grazie , fiducioso di una tua chiara risposta :-)
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Giulio, secondo me
"antipodi democratici."  è fortissima
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Evoluzione e progresso: antipodi democratici.

L' ho inserita tempo fa sotto la categoria " frasi e aforismi " , scegliendo come argomento " progresso".
Non  è un tentativo di indecente pubblicità  - anche perchè rileggendola riconosco di non essere stato in grado di comunicare ciò che intendevo dire , specie ora che lo leggo meno sinteticamente in un susseguirsi di commenti- , ma solo la  rievocazione  di un pensiero  nato con buon intento , ma  inficiato da una cattiva scrittura .

Il mezzi rovinano spesso i fini.
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La rapidissima evoluzione dell'informatica, mentre per un verso ha condotto a risultati splendidi quanto alla facilità di comunicazione, alla diffusione della cultura, alle mille applicazioni pratiche (io sono ancora vivo solo per via di un intervento effettuato via computer), ha condotto per l'altro a forme di controllo sociale e individuale impensabili. Iniquitalia, certo, si sta facendo una triste fama...
    Inoltre, la situazione attuale non può durare (nel senso che ben presto le cose andranno MOLTO peggio).Infatti ben presto la CRESCITA ad ogni costo (parola d'ordine dei miopi alchimisti - tecnici, però: almeno non lestofanti - che guidano il mondo) non potrà che fermarsi, sia per l'impossibilità, checché si faccia, di velocizzare le cose oltre un certo limite, sia per il depauperamento, direi anzi lo sfinimento economico delle "vacche" sinora munte (loro le chiamano contribuenti e consumatori; ma se contribuisci oltre un certo limite non puoi consumare, e se consumi quanto loro vorrebbero prima o poi non puoi campare, e quindi non puoi contribuire).
    Coraggio, dunque: ché viviamo ancora un'era di vivibilità. Ben presto tutto ciò cesserà, e ci sarà un solo modo per risolvere il problema: ridurre la popolazione mondiale, con qualche bella guerra o qualche bel virus (semmai propinato a mezzo di qualche reclamizzatissimo vaccino assassino. Ormai le multinazionali farmaceutiche sono lì quasi solo per questo). Si apriranno, così, nuove prospettive di ricostruzione e di crescita, e tutto sarà risolto.
     Mai come ora, quindi, e ben a ragione lo sostieni, l'al di là ed i suoi "novissimi", lungi dal terrorizzare, possono risultare di rifugio e conforto: anche per chi (diversamente da me, ormai giunto sul limitare del bosco) non se li attendeva a così breve scadenza.   :))
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Certamente la possibilità di una punizione ultraterrena- inferno - è stata instillata negli uomini , non per una sua qualche utilità nell' oltretomba  , ma , semmai , per la speranza dell' ottenimento di risultati sociali  desiderabili - perchè produttori di ordine ed ubbidienza-  proprio nel regno dei vivi. Tale idea perde oggigiorno granparte del suo potere  deterrente ed addirittura arriva quasi ad essere desiderabile se solo la si compara alla decadenza terrena.
Per ciò che riguarda la punizione terrena , invece, mi pare ragionevole osservare che il recente utilizzo di agenzie di pubblica  di riscossione del credito , nonchè le modalità di riscossione,  prospettino un infernale situazione ultraterrena , proprio qui , nell' al di qui :-))
Tornando al mio esempio dell' omicidio - poi- è giusto sottolineare che  per commettere un assassinio non è necessario sottrarre la vita a qualcuno . Ritengo molto più crudele  il lascirgliela senza più libertà , nè vitalità e credo che non  siano in pochi a subire tale crudeltà ; crudeltà che viene incoraggiata nella vendetta  verso gli altri e che diviene blanda autocommiserazione quando ad essere condannati siamo noi stessi.

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