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Commenti a "Chi dice "Ah, se potessi tornare indietro..." di Giuseppe Freda


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Piaciuta molto! Complimenti!!! '-)
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Ringrazio Angela e Margherita1 dell'attenzione prestata a questo pensiero.
Sta di fatto, tuttavia, che la possibilità di tornare indietro non ci è concessa: la freccia del tempo vola solo in avanti. Dunque la frase è del tutto ipotetica quanto alla possibilità di ripetere il percorso effettuato, ed esprime solo le motivazioni per cui è bene evitare rimpianti ed auto flagellazioni riguardo agli errori commessi, che costituiscono un bagaglio prezioso.
    Ma... quanto al futuro, che possiamo dirne? La frase di Oscar Wilde, riportata da Tina, si pone su questo piano, più pratico e reale, e sembra dirci che, qualsiasi sia stata la nostra esperienza passata, qualsiasi siano le nostre decisioni o intenzioni, siamo esseri soggetti a sollecitazioni emotive di ogni tipo; e queste sollecitazioni con ogni probabilità prevarranno, al momento opportuno, sulle nostre intenzioni e sulla nostra volontà.
    Bene, io concordo in pieno con quest'ultima visuale, ma allo stesso tempo sono con essa in totale disaccordo. E mi spiego.
    E' mia ferma convinzione che la molla della volontà umana (ciò che cioè spinge l'uomo a fare un qualcosa) non sia nè la sola razionalità, e neanche la sola emotività, ma qualcosa di molto semplice e primitivo: IL DESIDERIO. Mi sentirei anzi di affermare con certezza che noi "siamo" ciò che desideriamo.
    Ha dunque ragione, secondo me, Wilde, quando dice che, di fronte alle circostanze della vita, sulla volontà (intesa come super-io che si impone, alla maniera di Vittorio Alfieri) e sull'intenzione prevarrà la passione. Cioè il desiderio.
    Ma è proprio questo il punto: povero chi si illude che errori ed esperienze possano servire ad educare volontà e intenzioni A LIVELLO ESCLUSIVAMENTE RAZIONALE. Il livello di perfezionamento deve essere invece quello dei DESIDERI. Un livello che denota non un'operazione meramente razionale di utilità o convenienza, ma un vero e proprio perfezionamento spirituale. Questo è la prova, questo l'ostacolo, questo il significato ed il senso dell'utilità dell'errore.
    Non a caso Gesù Cristo equipara il rubare al desiderare di rubare.
3
postato da , il
Pino, lasciami la libertà di occupare questo tuo spazio
con questo, per me, bellissimo scritto di: (vedi sotto)

La vita non è guidata dalla volontà o dalle intenzioni:
la vita è un fatto di nervi, di fibre,
di cellule lentamente cresciute
dove il pensiero si nasconde e fantastica la passione.
Puoi immaginarti salvo e crederti forte,
ma una casuale nota di colore in una stanza
o in un cielo mattinale,
un particolare profumo che hai amato un tempo,
che ti porta sottili ricordi,
il verso di una lirica dimenticata
che ti ritorna dinanzi, il motivo di una musica
che non suoni più da tempo...credi,
da cose come queste dipende la nostra vita.

-- Oscar Wilde
2
postato da , il
Concordo pienamente con te infatti per me non esiste ''il senno del poi''.
1
postato da Angela, il
Parole davvero sagge...Giuseppe, gli errori servono a conoscerci ancor più profondamente e senza dubbio conoscere meglio gli altri! Un tesoro immenso che solo le esperienze sanno dare...evitare o rimpiangere è come rinnegare sé stessi e non darsi l'opportunità di crescere. Bravissimo!!!!

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