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Commenti a "La sofferenza crea la poesia. La felicità crea..." di Antonio Prencipe


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Non ci vuole una virgola, ma qualcosa di più: un punto e virgola o un punto.
La sofferenza crea la poesia; non la felicità.
O meglio ancora:
La sofferenza crea la poesia. Non la felicità.
Oppure, come prima dicevo: è la sofferenza, non la felicità, a creare poesia.
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Scusate, ma come si può ipotizzare che la sofferenza "crei" la felicità? Il verbo "creare" può avere ad oggetto solo la poesia.
E dunque: è la sofferenza, non la felicità, a creare poesia.
Ritengo questa l'unica interpretazione possibile, oltre tutto rispondente alla realtà dei fatti.
La felicità è poesia vissuta, e finché la si vive l'ultima cosa che possa venire in mente è scrivere poesie.
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Il discorso "," mi resta strano, ho l'impressione che con o senza il dubbio resti ugualmente!!!
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Grazie a tutti.... Gaetano ahahaha come vedi è raro. Caro Black hai ragione "La sofferenza crea la poesia, MA non la felicità." Nadia ti abbraccio non ho messo la virgola..... unico errore.
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Interessante l'osservazione di Nadia. Ora mi chiedo la stessa cosa!!!

Io ho interpretato come: La sofferenza crea la poesia, [ma] non la felicità.

Però potrebbe anche significare:

La sofferenza crea la poesia, non la felicità [no]!

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