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Commenti a "Andrò all'inferno, diritto, senza passare dal..." di Gaetano Toffali


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postato da , il
Sergio, è qualcuno/a che parla di tradimenti....
Nei tuoi excursus al Parco delle rimembranze, hai per caso illuso qualche leggiadra fanciulla?
Della serie: che mm' 'e purtata a ffà ncoppo Pusilleco sì nun me vuo' cchiù bbene...?
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postato da , il
Ecuba trista, misera e cattiva,
poscia che vide Polissena morta,
e del suo Polidoro in su la riva

del mar si fu la dolorosa accorta,
forsennata latrò sì come cane;
tanto il dolor le fé la mente torta.
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postato da , il
Lasciànlo stare e non parliamo a vòto;
   ché così è a lui ciascun linguaggio
  come 'l suo ad altrui, ch'a nullo è noto».
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postato da , il
Mi piacerebbe capire il senso della citazione dantesca dei canti XXXIII e XXXII dell'Inferno ...
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postato da , il
S'ïo avessi le rime aspre e chiocce,
   come si converrebbe al tristo buco
  sovra 'l qual pontan tutte l'altre rocce,


io premerei di mio concetto il suco
    più pienamente; ma perch'io non l'abbo,
   non sanza tema a dicer mi conduco;


ché non è impresa da pigliare a gabbo
    discriver fondo a tutto l'universo,
   né da lingua che chiami mamma o babbo

Ma quelle donne aiutino il mio verso
   ch'aiutaro Anfïone a chiuder Tebe,
  sì che dal fatto il dir non sia diverso

Oh sovra tutte mal creata plebe
   che stai nel loco onde parlare è duro,
  mei foste state qui pecore o zebe!

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