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Commenti a Preghiera di Anna Rita Rossi


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..la rabbia, l'impotenza..quell'assurda pretesa di poter ripristinare gli eventi, riavvolgendo semplicemente i nastri.. il vuoto, il silenzio..l'inesorabile trascorrere di un tempo, che tramuta ferite sanguinanti in perenni cicatrici..e allo stesso tempo, lacrime che sembrano oramai tatuate.. ecco..l'atroce eredità che può lasciare l'assenza..e che sia un Dio, o semplicemente l'umano istinto di sopravvivenza, ad assopire, per quanto possibile, tale dolore..siamo sempre pronti a ripartire..e oqni cosa, con gusto diverso, tornerà a riconsolarci la vita... Comunque.. di nuovo, i miei complimenti Anna Rita
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Cara Annarita, la tua indignazione e la tua rabbia sono giustamente motivate. Il risentimento spesso ci porta a sfogare come unica soluzione del momento verso le avversità che ci circondano, appartenenti a noi o meno. Non dico di non farlo ed è giusto per la legge di natura, ma quando poi passa la quiete, proviamo a soffermarci a vedere quei punti in maniera diversa. A vedere oltre il cielo schiarito la bellezza di ciò che esiste in alternativa alle nuvole. Non è semplice, ma se riusciamo a controllare, a volte, le nostre emozioni, riusciremo ad andare oltre quel confine dell'indignazione e apprezzare anche quello che esiste di buono nella Vita e questo ci porterà a compensare lo stato d'animo in completa agitazione regalandoci anche solo per un istante la serenità. Il resto è solo Vita.
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Grazie Jean-Paul ;) Roberto,rispondo alle tue parole con una frase di Tagore che mi hai ricordato : "quando cadiamo e ci scortichiamo le ginocchia vorremmo che  la strada fosse morbida come un materasso di piume,senza renderci conto,che è proprio quella sua rigidità a permetterci di camminare" . Questo per dire con te che a volte la vita ci sembra ingiusta..."dura vita,sed vita" ;)ma lasciami dire che l'indignazione e la rabbia è tanta...siamo troppo impotenti!
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Annarita è molto profonda....veramente bella.
Consapevolezza della realtà separata da un pensiero divino.
A volte si crea un appiglio per superare gli ostacoli più ardui che la Vita ci propone per superare le difficoltà, ed è  appunto la divinità (lo dico in senso generico proprio perchè nel mondo si hanno tanti e diversi concetti). Ma che uno sia credente o meno per fabbisogno personale di un qualcuno che sia superiore al quale chiedere aiuto, o non credente perchè la logica ci impone di essere realisti (in effetti la scienza cerca le soluzioni più logiche, mettendosi in pieno contrasto con i vari credo del mondo), io credo che l'unica cosa che conti è credere in noi stessi.  Cerchiamo di credere in qualcosa o qualcuno che ci dia veramente sicurezza, ma forse la realtà è che non sappiamo accettare il fatto che la Vita a volte non è giusta, ma è questa e ce la dobbiamo tenere com'è. Dio o non Dio......Credo....
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Anna Rita, you rock! '-)

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