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Commenti a L'amore che voglio di Giuseppe Freda


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postato da , il
Voi parlate e componete con paroloni, ma a che servono grandi parole quando si scrive dell'amore se questo nasce dal cuore? Un "Ti amo" ha per forza bisogno di tante parole ricercate? "L'amore che voglio" è bella perchè semplice, spontanea, parole nate da un cuore innamorato e non per fare colpo su di una giuria.Siamo in un mondo troppo materialistico, tutto ciò che facciamo è solo per inseguire la gloria, scriviamo solo per sentirci dire bravi, per vincere un concorso, imbrattiamo tele senza senso solo per vendere di più. Ma la semplicita', la spontaneità, il cuore in tutto questo, che fine hanno fatto? Detto ciò, devo dire che mi sento veramente ignorante leggendovi, anche se, non mi vergogno dei miei piccoli scritti, perchè sono nati da un'emozione del momento, con semplictà e cuore, anche senza tante parole ricercate. ( Scusate la mia intromissione)
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postato da , il
Infatti: devo dire che ne sono rimasto favorevolmente stupito.
Mi congratulo.
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postato da Trishtil, il
Giuseppe non ho mai detto di non conoscere l'italiano, ho detto di non andare d'accordo con la grammatica , e tu lo sai visto le correzioni che fai alle mie poesie:))(ragion per quale non finirò di ringraziarti;)  perché non ho mai studiato la lingua, ma in compenso sono una che legge molto quindi con le parole me la cavicchio :)
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postato da , il
Perbacco, Alma. Altro che lo stereotipo "bellissima..." / "Grazie..."
Questo tuo commento, quantunque spezzato in due, meritava non una timida poesiola di 15 versi, ma quanto meno un canto della Divina Commedia...
   E come risposta, merita le 40 pagine che sto per scrivere. 
Scherzo, naturalmente. :)
    Innanzitutto, mi sembra che tu abbia inserito prima la seconda parte del commento, e poi la prima. Mi sembra cioè che prima vada letto il successivo dei due commenti, e poi quello che lo precede.
    La poesia di Barbara Brussa, cui ti riferisci, meritava sicuramente la finale. La ritengo inoltre superiore a quella che ha vinto, anche già solo per la spontaneità del sentire, che traspare da ogni parola. Oltre non mi sento di andare, perché - come noto - "ogni scarrafone è bello 'a mamma soja", e quindi non riesco ad emettere giudizi di confronto con la mia; anche se, a occhio, potrei dire che, se la mia è più scorrevole e veloce (come una canoa nelle rapide dell'amore), e forse anche più musicale, la sua è più vissuta, matura, letteraria: e quindi quasi quasi potrei anche essere d'accordo con te.
    Venendo alla mia, devo dire che è stata composta circa 28 anni or sono, ed era indirizzata alla diciottenne che dopo qualche mese divenne la mia seconda moglie. Era in pratica... il sostitutivo di un moderno SMS: scritto su un bigliettino che le feci avere a chiarimento dei miei sentimenti per lei e di ciò che desideravo che fosse il nostro futuro. Dunque... l'amore c'era già. In assenza, non sarei riuscito a scriverla in 5 minuti, perché tanto, in fretta e furia, più o meno ci misi. Le parole dovevano poi essere rapidamente comprensibili soprattutto a lei, che  andava ancora al liceo, stava per entrare a scuola, e in classe avrebbe dovuto leggere in pochi attimi il mio messaggio...
     Quando ho visto che c'era questo concorso, ho scartabellato tra le mie vecchie cose (quelle non inserite su P&P): ho visto che il messaggino era in tema, semplice, adatto alla bisogna... e l'ho mandato al concorso.
    Viceversa, la seriosa ed aulica composizione stilata appositamente per questo concorso è il "lamento d'amore marziano"...
    Vedi a quale differenza di prospettive possa condurre la vita...!!!  : )))))
Rivendico tuttavia ogni dignità della querula elegia marziana, che quantunque difficilmente comprensibile a noi poveri terrestri, tocca a mio avviso vertici di insuperata semplicità ed efficacia espressiva, e merita non 10, ma 11. Forse anche 15.
    ..."15 versi, forse un po poco  per conferire ad essa (poesia)una corposità letteraria rimarcabile", dici... mah, ci sono splendide poesie, direi ormai quasi pietre miliari della nostra letteratura, che sono molto, molto più brevi... No, non credo che la lunghezza possa essere una valida unità di misura della poesia. D'altra parte, ne erano ammessi al massimo 25, mi pare (sarebbero state escluse "A Silvia" di Leopardi, "La pioggia nel pineto" di D'Annunzio, il 5 Maggio del Manzoni, insomma il fior fiore della letteratura italiana... insieme alla poesia di Dana citata da Silvana).
    Ci hai invece "azzeccato" in pieno quando parli di incentivo a proseguire nella lettura (l'amore, la fantasia, il sorriso)... lettura che mi risulta fu molto rapida, condivisa e bene accetta.
    Grazie poi per avere escluso questa mia piccola cosa dalla categoria "Baci Perugina"; anche se, all'epoca, se fosse stato possibile ce l'avrei messa davvero, in un cioccolatino.
    Grazie altresì per la "struttura semantica molto uniforme (forse era meglio "nitida"), prettamente legata al verso libero senza rima, che risulta quasi sempre armoniosa e gradevole da leggere costruendo una ritmica equilibrata e, appunto, lessicalmente eufonica." Perbacco. E poi dici di non conoscere l'italiano... : ((
    Da ultimo tengo a precisare, a scanso di ogni possibile equivoco in cui possa incorrere l'uditorio, e massimamente un certo ruvido personaggio  mio amico che dimora sulle montagne del torinese, di non aver mai ipotizzato in vita mia, nè nel passato nè nel presente e mai e poi mai nel futuro, amori "poliformi".
    Essi esulano da ogni mia fantasia e gradimento.  : )))))
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postato da Trishtil, il
(P.S non fare caso ad eventuali errori grammaticali;)))

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