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Commenti a "Ecco, vedi, io mi sono innamorato due volte..." di Hermann Hesse


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riflettete e capite!!!quando ami una persona è poi la perdi tutta la magia creata svanisce tutto ti cade,pensi di morire.....poi tutto passa ,la vita continua e ti rendi conto che sei vivo
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Vincenzo  Hesse non è un semplice poeta,...egli è poeta dell'antinomia per eccellenza tra vita e forma...fra unità del tutto ed esistenza individuale ..fra vita e spirito....le sue pagine ritraggono la rivelazione dell'indentità della vita nel suo continuo mutare..non credo tu abbia letto un granchè di hesse...ne hai una visione piuttosto sempliciotta....o meglio superficiale...continui a parlare di Siddartha..Hesse non è solo Siddartha..ti dico e ripeto..leggi Il lupo della steppa...quello è il suo capolavoro...leggi il prologo..50 pagine che ti spiegano il suo pensiero...considerato che non l hai letto..da ciò che scrivo si intuisce...leggilo...non si può parlare di cose di cui si conosce solo la superficie...
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Vincenzo, ho paura tu abbia sbagliato margherita, io ho il vestitino bianco,
mentre Rossella lo ha giallo!!
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Si, ho capito... ma in base a quanto detto, se Knulp è l'alias di Hesse, e pronunzia questa frase, a me pare che il Cataldo rida a ragione di Knulp, e, per la proprietà transitiva dell'eguaglianza, del suo creatore. Ciò soprattutto a motivo del fatto che, pur facendo il vagabondo la considerazione di non essere m0rto a seguito delle sue disavventure (che però a quanto pare lo hanno condotto a farsi clochard), considerazione che lascerebbe sperare in una (sia pur superficiale: perché la frase è alquanto superficiale) rivisitazione razionale delle disavventure stesse, poi il nostro eroe cosa fa? Anziché ritentare le amorose sorti, o quanto meno provare a digerire con una certa maturità le sue sorti trascorse, rifiuta le cure e si lascia m0rire; il che è peggio che se fosse m0rto sul colpo nell'atto della delusione, giacché si ammazza da solo.
    Ai miei tempi, questo si chiamava lirismo esagerato e retorico: peggio di Violetta nella Traviata, da cui il giusto riso del filosofo.
     Tuttavia, io non ho letto il romanzo, e dunque potrei non cogliere qualche sfumatura. Tempo permettendo, lo farò; o, alla peggio, lo leggerò in occasione della mia prossima reincarnazione.
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ma cataldo ha sempre riso di Hesse..suppongo sia...perchè ne sottovaluti il pensiero...considerandolo un piccolo poeta...per questo io invito sempre a leggere Il lupo della steppa...ed esattamente il prologo..

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