Commenti a "Non dispiacerti delle parole, il loro peso è..." di Rossella Porro

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OK...! Storiella...!

   "IL PICCOLO PRINCIPE E LA VOLPE"
"Buon giorno", disse la volpe.
"Buon giorno", rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
"Sono qui vieni a giocare con me", disse la volpe, "non sono addomesticata".
"Ah! scusa ", fece il piccolo principe, ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
" Che cosa vuol dire addomesticare?", " Vuol dire creare dei legami, tu, fino ad ora per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma.se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo."" Comincio a capire", disse il piccolo principe. " C'è un fiore…. Credo che mi abbia addomesticato…" La volpe ritornò alla sua idea:“La mia vita e' monotona, io do la caccia alle galline e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio ma se tu mi addomestichi, la mia vita sara' illuminata, conoscero' un rumore di passi che sara' diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi fara' uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda, vedi laggiu' in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me e' inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla e questo e' triste, ma tu hai dei capelli color dell'oro, allora sara' meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che e' dorato, mi fara' pensare a te e amero' il rumore del vento nel grano" . Poi la volpe tacque e guardo' a lungo il piccolo principe:"Per favore... addomesticami", disse."Volentieri", disse il piccolo principe, "ma non ho molto tempo, pero'. Ho da scoprire degli amici e da conoscere molte cose"."Non si conoscono che le cose che si addomesticano", disse la volpe. "Gli uomini non hanno piu' tempo per conoscere nulla, comprano dai mercanti le cose gia' fatte, ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno piu' amici. Se tu vuoi un amico addomesticami" , "Che cosa bisogna fare?" domando' il piccolo principe."Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe, "In principio tu ti siederai un po' lontano da me, così, nell'erba. Io ti guardero' con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi, ma ogni giorno tu potrai sederti un po' più vicino..."  Il piccolo principe ritorno' l'indomani."Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe, "Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincero' ad essere felice. Col passare dell'ora aumentera' la mia felicita'. Quando saranno le quattro, incomincero' ad agitarmi e ad inquietarmi, scopriro' il prezzo della felicita'! Ma se tu vieni non si sa quando, io non sapro' mai a che ora prepararmi il cuore...” Cosi' il piccolo principe addomestico' la volpe e quando l'ora della partenza fu vicina:"Ah!" disse la volpe, "piangero'". "La colpa e' tua", disse il piccolo principe, "io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi..." "E' vero", disse la volpe. "Ma piangerai, allora che ci guadagni?” le disse il principe, " Ci guadagno il colore del grano" gli disse e poi soggiunse:"Va' a rivedere le rose. Capirai che la tua e' unica al mondo. Quando ritornerai a dirmi addio, ti regalero' un segreto". Il piccolo principe se ne ando' a rivedere le rose."Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente", disse. "Nessuno vi ha addomesticato, e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico ed ora e' per me unica al mondo".E le rose erano a disagio.  "Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. "Non si puo' morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, e' piu' importante di tutte voi, perche' e' lei che ho innaffiata. Perche' e' lei che ho messa sotto la campana di vetro. Perche' e' lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perche' e' la mia rosa". E ritorno' dalla volpe. "Addio", le disse. "Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi. E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante. Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…" ." Io sono responsabile della mia rosa…." Ripetè il piccolo principe per ricordarselo.
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LE PAROLE DEL SILENZIO...HANNO UN COLORE...BRUNO...spesso...è meglio il silenzio di inutili parole.....
agatina quanto al 6...devo dire....che poco mi importa....piace a 5 persone...e questo..controbilancia il 6:)
7
postato da , il
Rossella...!

Non che mi interessi più di tanto...
ma serei...anzi sono curiosa di sapere...
chi ha votato "6" questa tua frase...!
Vedi se ti è possibile scoprirlo...!
Per amore della verità...
questa frase...
si meritava qualcosina di più...!
6
postato da , il
Rossella...!

Mi chiedo...ci si può perdere nelle parole...?
Non credo e anche se succedesse...
sarebbe poi così un male...?
E le parole del silenzio...
che colore hanno...?
E l'anima rassegnata ha un peso nella vita...?
5
postato da , il
cara Agatina che pochi abbiano il coraggio di parlare è un fatto, che le parole abbiano un peso è un altro e che il peso di parole dette da determinate persone ne abbia un altro..è ancora un altro fatto....spesso...chi parla...lo fa per il semplice gusto di ferire ..allora è bene imparare che le parole per quanto possano essere pesanti...hanno un peso che deve essere proporzionale..a quello della bocca da cui provengono...fare questo esercizio...aiuta molto a sopportare e sorvolare su molte cose....

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