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Commenti a "Felicità? No grazie, non faccio uso di..." di Miriam Zizzo


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No Dario, Schopenhauer è in errore.
Io mi sono sentito felice nel presente. E non per un solo attimo. E non ero ubriaco.
La felicità esiste. Che duri poco e lasci amari conti di rimpianto e dolore in sospeso, è un altro discorso.
5
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Decisamente Giuseppe. Sono perfettamente d'accordo con te.
Grazie del commento.
Un saluto...:-)
4
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La felicità vive dell' attimo fuggente. Ha un retrogusto amaro: lascia sempre rimpianti e dolori.
Meglio la serenità, la gioia di vivere, la fiducia incrollabile nel domani. In "qualsiasi" domani.
Meglio la fede.
3
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Miriam, siamo in perfetta sintonia di pensieri. La vera felicità scaturisce spontanea e nasce da ben altre cose. Anche se, a volte, è poco duratura, bisogna desiderarla e saperla apprezzare per quello che ti lascia.
Ciao
2
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In realtà questa frase nasconde un velato doppio senso. Il primo è quello che hai perfettamente individuato tu, che è quello degli effetti deleteri che possono derivare dall'uso di sostanze stupefacenti e dal quale i nostri ragazzi dovrebbero stare alla larga in quanto, la sensazione di felicità effimera che ne scaturisce, altro non è che mera distruzione fisica e psicologica.
Il secondo significato invece consiste proprio nel considerare lo stato di "felicità" come un momento di pura ebrezza...una sorta di ubricatatura che è destinato a sparire più o meno velocemente... E come tutte le sbornie lascia spesso un gran "mal di testa" ;-)
Ciao!!!

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