Commenti a "Sono felice d'essere triste... Come si spiega..." di Arcangelo Provitina


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Vedo che nessuno reagisce... probabilmente per via del caldo canicolare o dell'ora tarda... e allora rincaro la dose.  : )))
    L'alternarsi rapido di eccitazione e depressione,  euforia e sconforto, felicità e tristezza, è tipico della sindrome bipolare. Ove dovesse capitarvi, occhio... !!!
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Per Lucia: giustamente hai collocato più o meno al manicomio chi sia triste di essere felice.  Potevi tuttavia, più poeticamente, collocarlo anche su pensieri e parole.
Un carissimo saluto a Vicenza !!!
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Per  Tina: la felicità (quella vera) non rimane in superficie, ma  ti porta in Paradiso. Anche lì non c'è nè rumore, nè disturbo, e puoi volare senza fine, e venirne fuori letteralmente ringiovanito...
    La profondità della felicità è verso le stelle (anche se ne cade qualcuna). La felicità (quella vera) è un fiore di luce.
    Provare per credere.
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Gentili signore e signori, mi spiace deludere i vostri eleganti e poeticissimi voli pindarici, ma è LETTERALMENTE IMPOSSIBILE essere felici di essere tristi. Perché?? Ma per un semplicissimo motivo: se si è felici, la tristezza va via, non c'è più. Si può essere tristi e poi felici, felici e poi tristi... Tristi e felici insieme lo si può essere solo al manicomio.
    O, naturalmente, su pensieri e parole.  : )))))))
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Vincenzo, scusa, ma "sono triste di essere felice" perche' perde significato? La mente umana e' cosi' contorta che puoi sempre trovare quello fuori di testa che si sente in colpa per uno sprazzo imprivviso di felicita'.....credi di masochisti ce ne sono tanti in giro!

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