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Commenti a "Chi non sopporta una croce non merita una corona." di Francis Quarles


71
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certe volte i figli si dimostrano piu' forti dei genitori stessi a portare "certe croci"...........e il piu' delle volte sono proprio loro che ci danno la forza e alleviano la nostra sofferenza.
70
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Ci mancano non solo gli elementi, perché non conosciamo le intenzioni della madre
ma non esiste il CRITERIO  per misurare gli effetti del comportamento di quella madre.
Nel rapporto madre-figlio/a  ritengo  sia quanto mai indiscreto formulare giudizi.
69
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Caro Giulio, tenta di seguirmi: tu confondi due piani.
A Laura non ho fatto altro che esprimere la mia opinione personale riguardo a quella situazione. Mi sembra ovvio che tale opinione non sia basata sulla mera razionalità: come te e come tutti, non sono un computer, e ho anche altri binari su cui corre il mio sentire ed il mio agire.
Quando viceversa ragioniamo, eh, allora è INDISPENSABILE eliminare dalla nostra mente ogni diverso sentire. E dunque, dietro una comoda scrivania e con le pantofole ai piedi, come è normale che si stia quando si ragiona e basta, la ragione ci dice che un giudizio RAZIONALE non può essere emesso sulle intenzioni altrui, e quindi sull'operato degli altri.
In pratica, ciò che ho detto finora si può riassumere così: non non possiamo esprimere alcun giudizio OBIETTIVO, cioè razionale, sull'operato altrui, perché ce ne mancano gli elementi. E dunque il giudizio che esprimiamo, riguarda esclusivamente noi stessi e la nostra sfera interiore: in questo senso, giudichiano noi stessi.
Insomma, Giulio: è ciò che il Manzoni esprimeva con la nota frase Omnia munda mundis: tutto è puro per chi è puro. O che altri esprimeva con la frase: Ognun dal proprio cor l'altrui misura. Non sto quindi dicendo nulla di nuovo.
E dunque ricapitolando:
- Nessun giudizio obiettivo possiamo esprimere sull'operato altrui.
- Ogni giudizio che esprimiamo esprime noi stessi.
Un'osservazione: sospendere il giudizio, senza dubbio, non espone al rischio di sbagliare. Però è anche un rifiuto di cercare, e questo ci nuoce.
Ma allora, mi dirai tu, dobbiamo interpretare TUTTE le azioni umane in senso positivo, perché per qualsiasi azione umana non sapremo mai quale ne fosse l'intenzione.
Infatti: proprio così. Leggiti il famoso Inno alla carità di San Paolo. Si trova nella prima lettera ai Corinzi, cap.13, vv.4-7. Vi si dice tra l'altro che la carità (che è poi l'amore cristiano) è magnanima, è benigna, tutto crede, tutto spera. A qualsiasi azione umana, anche al crimine più efferato, può esservi una attenuante, una motivazione. E se non vi fosse, vi è la commiserazione per colui che l'ha compiuta. Perché è peggiore la condizione di colui che commette il male, di quella di colui che lo subisce. Dico queste cose solo per farti vedere quanto il cristianesimo possa essere polo dell’altra sponda, quella non razionale.
In conclusione, non hai trovato alcun vizio logico nel mio ragionamento. Anzi: mi sembra che tu, nel riferire l'opinione da me espressa (concordante con quella di Laura), abbia confermato quanto dicevo nelle 71, cioè che " qualsiasi valutazione noi possiamo dare delle intenzioni altrui, è solo il frutto di una interpretazione che ciascuno di noi, in base al suo vissuto personale, alle sue credenze, alla sua sensibilità, dà di un certo comportamento esteriore. ". Cosa che, appunto, avevo fatto in precedenza concordando con la visuale di Laura.
Se hai ulteriori dubbi, per favore esponimeli. Ma prima approfondisci.
Non parlo a vanvera.
Grazie comunque di avermi dato l'opportunità di fare questa precisazione. : ))
68
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Solo una quarantina di righe?? Roba di 5 minuti...
67
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" Chi un giorno ha imparato a credere senza motivi, chi potrebbe rovesciarglielo con dei motivi ! "
...E ti sembro io, con la mia manìa di spaccare un capello in 40 parti, uno da credere senza motivi...?!   : )))))
   Ma se i motivi non li si vuole nè davvero cercare, nè quanto meno ascoltare...
   I "credenti" sono loro, non io.  : )))

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