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Commenti a "Finché tu credi alla verità. Tu non credi a te..." di Max Stirner


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Ciao Alcione, il punto secondo me non è capire dove sia, ma che cosa cashpita sia. Altrimenti facciamo il famoso sketch del Sarchiapone... : ))
Hai il Sarchiapone nella borsetta, Alcione, e non te ne eri accorta.
Ma aspettiamo il dominus della frase. Sicuramente ci darà lumi.
E forse.. anche di più.
Prepara l'elmetto...  : ))))))
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dov'e' sta verita'???? in te stesso???? a volte ......................................nessuna verita' c'e' che tenga e tutto e' solo oblio.scusa se sono intervenuta in questa frase, cosi' .....diciamo senza invito, e' che ci sono speranze, sorrisi, ma a volte c'e' solo il nulla..............
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La verità non può avere una valenza meramente individuale. Deve per forza essere UNICA. Altrimenti non sarebbe LA verità, ma UNA verità, il che è espressione priva di significato alcuno. O meglio, un significato lo avrebbe: il dominio della follia e del caos.
Dunque, e senza tema di smentite, tu stai parlando di un’ UNICA verità comune a tutti.
Ma vuoi dire anche un'altra cosa: che questa verità non è un qualcosa di diverso o distante da noi, qualcosa di ESTERNO a noi, ma ha attinenza con noi stessi, siamo noi stessi.
Dunque, quando parli di "credere" alla verità, ti riferisci a prestar fede a qualcosa di esterno.
Fin qui, io concordo perfettamente con te.
Tuttavia, tu stesso ammetti che molti uomini "credono" nella verità, dunque in qualcosa di esterno, di altro da loro.
Questo mi pare comprovi una cosa: che nel tuo pensiero essi sono la verità, ma  NON SE NE RENDONO CONTO.
Stando così le cose (dico: se molti non se ne rendono conto), tu stesso  dici che la verità che ciascuno reca in sé è un fatto recondito, nascosto, che bisogna portare alla luce.
E allora tentiamo una riflessione.
La Luna si trova a 384.000 Km. di distanza, e l'uomo vi è andato. Ma, scavando nella Terra, non è riuscito ad arrivare neanche a 1000 Km. di profondità.
Voglio dire che scavare dentro è spesso più difficile di cercare fuori.
Dunque ricapitoliamo.
C'è una verità UNICA E COMUNE, nascosta DENTRO ciascuno di noi.
A questo mi sembra che arriviamo.
Dici bene anche quando, per paradosso, affermi che questa verità senza l'uomo è niente. Se ti riferisci all'umanità in generale, è infatti evidente che, quand'anche questa verità vi fosse, nessuno la potrebbe percepire; ma anche a livello individuale, nel momento in cui l'individuo non esiste più, per quell'individuo (salvo si muti in altro, che però razionalmente non conosciamo) non esiste più nè vero nè alcunché, perché nulla può percepire.
Sembriamo dunque perfettamente d'accordo; ma vi è da fare ancora un altro passo, molto importante: definire IN CHE COSA CONSISTA questa verità; altrimenti avremo fin qui parlato solo di nuvole.
Tu dici: TU SOLO SEI LA VERITA’. Ma è evidentemente una frase sibillina, una frase ad effetto. Io non potrò mai andare per via e dire al primo che passa: "io sono la verità": pena l'esser preso per pazzo.
Neanche, come abbiamo detto sopra, può esistere verità individuale, se non COMUNE a tutti.
Si tratta dunque di definire in che consista questa verità COMUNE, che è DENTRO ciascuno di noi..
Sono dunque d'accordo con la frase; ma essa è al momento un recipiente, adatto a qualsiasi contenuto.
E' questo contenuto che bisogna precisare.
Ci vuole dunque un'altra frase.
Ed è quello che vado predicando da tempo: le poche parole vanno bene a livello poetico, per evocare immagini; ma quando ragioniamo, di parole ce ne vogliono molte, se non vogliamo rischiare di concordare o andare in discordia su semplici nuvole.
Sospetto perciò sempre degli aforismi: sono meri esercizi verbali, fonti potenziali di ogni genere di malinteso.  : )))))

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