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Commenti a "Se tutti lavorassero per il proprio pane e..." di Mahatma Gandhi (Mohandas Karmchand Gandhi)


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Quanto poi alle "Sacre Scritture" cristiane, l'interpretazione è complicata dalla estrema ampiezza delle medesime, che spesso dicono tutto e il contrario di tutto. Ad un Dio di Amore, quale risulta dagli scritti di San Giovanni (quarto Vangelo e due lettere apostoliche) si affianca il trem*endo Dio giudice dell'Antico Testamento, ed anche di taluni punti del Nuovo (basti pensare alla mina*ccia dell'Infe*rno, proveniente dallo stesso Gesù Cristo); e gli esempi potrebbero moltiplicarsi all'infinito.
    Se così non fosse, non esisterebbero al mondo tante diverse chiese cristiane quante sono quelle interpretazioni.

    C’è poi un altro problema, connesso alla circostanza che le scritture cristiane necessitano di traduzione. E queste traduzioni possono, in buona o in mala fede, essere le più discordanti tra loro.
     Una evidente traduzione errata è ad esempio quella che si può rinvenire in un brano della Bibbia dei Testimoni di Jehova. Il brano è quello relativo alle parole che Gesù disse sul Golgota a uno di ladri crocifissi di fianco a lui. L’UNICA TRADUZIONE POSSIBILE (perché l’unica aderente al testo greco) è: “In verità ti dico: oggi sarai con me in Paradiso”. La Bibbia dei testimoni di Jehova traduce invece: “In verità ti dico oggi: sarai con me in Paradiso!. Lo spostamento di quei due punti serve ai testmoni di Jehova a non ritrovarsi un elemento scritturale contrario alla loro tesi, secondo cui dopo la mo*rte si cade in una sorta di ibernazione, una sorta di inesistenza temporanea, che cesserà solo col giudizio finale. Le parole di Gesù significano viceversa: “Oggi, oggi stesso sarai con me in Paradiso”. D’altra parte, che significato avrebbe il dire: “In verità ti dico oggi”?????  : ))) Se te lo sto dicendo, mi pare ovvio che te lo dico oggi, anzi ora: non te lo dico  né ieri né domani…..
     Orbene, si vada a vedere quanti seguaci hanno i testimoni di Jehova. Tutta questa gente o non sa di questo grave errore, o, se lo sa e prosegue nelle sue convinzioni, è perché è forse troppo avanti nel suo “cammino” per poter avere forza e coraggio di tornare indietro e dire: ho sprecato 10, 20, 30 anni della mia vita appresso a una scio*cchezza.
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Dicevo che il problema della ispirazione delle “Sacre” Scritture è molto più profondo.
    Infatti l'unione dell'aggettivo "SACRO" con il sostantivo "SCRITTURA" ha generato, oltre che l'abiura di Galilei e il rogo di Bruno e (oggi) un tes*tardo e imm*otivato ostra*cismo alle teorie evoluzionistiche (che potranno anche essere sbagliate, ma non certo in virtù del loro contrasto con TESTI SACRI), ha generato, dicevo, una serie innumerevole di scismi e controscismi.
    Basti pensare che la Riforma protestante si basa su una interpretazione della lettera di San Paolo ai Romani diversa da quella cattolica: giustificazione per fede portata alle estreme conseguenze.
   
    Un'antica massima giuridica del diritto romano asserisce che l'INTERPRETAZIONE della legge è sempre necessaria, "quamvis sit manifestissimum edictum Praetoris", anche cioè se la norma sia di estrema chiarezza.
    Ciò è evidente per la stessa limitata natura dello scritto.
    Se infatti lo scritto è di ordine generale, esso dovrà di volta in volta essere interpretato per applicarlo nella pratica agli infiniti casi particolari che possono presentarsi; se viceversa, si riferisce ad un caso particolare escludendone altri, occorrerà applicarlo  ai casi non contemplati facendo uso di  interpretazione estensiva, o dell'analogia con altri casi contemplati da norme diverse, o addirittura facendo ricorso ai superiori principii generali che ispirino l’intero corpus normativo.
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Niente da fare. Ho provato per 2 volte a inserire un lungo commento, ma l'imb*ecillità del censore automatico è superiore ad ogni previsione. Prego di attendere che compaia il mio commento prima di postarne altri, altrimenti (a causa della ottu*sa censura meccanica) si crea il solito caos.
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Scusate , Flavia e Dario, vado un attimo avanti e concludo (più o meno) il discorso sulle Scritture ispirate. Poi torno sui vostri commenti.
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Pino O. K.
Io parto da una mia constatazione:
esistono fatti fisici e elaborazioni mentali che diventano fatti. Le elaborazioni mentali arrivano a raccontare fatti  che poi scrivono e diventano parole sacre e che bisogna accettare per fede e il paradosso è che  si giura sulla fede. Come faccio ad andare avanti e a non pormi il problema di poter offendere?

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