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Commenti a "Alcune persone sono certe che i limiti debbano..." di Giulio Pintus


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Si si, bhè.. lei forse leggendo le mie parole chissà che cosa le avranno trasmesso. Io applico naturalmente tutto ciò di cui lei parla. Ma al tempo stesso ho un energia da scaricare, e non può decidere lei quale sia questa energia..fatto sta che ho questa.. e dunque scarico tutto ciò che ho.. e spesso non ho direzione.. perchè la mia energia comporta anche a non avere una direzione. Ora.. finito di scaricare tutto questo, magari andrò a farmi due risate uscendo di casa.. o vedendomi un film comico. Questo per dirle che non c'è una ragione per cui uno si trova ad avere determinate impulsività.. e basandosi lei solo su quello che scrivo, non può capire lo stato d'animo che ho mentre applico i miei concetti. Lacan ha insegnato diceva qualcuno:
"il significato, è un sasso in bocca al significante".
Le faccio io un esempio:
conosco una persona che non fa altro che guardare film terrorizzanti del genere horror.. ma è la persona più divertente e vitale che io abbia mai conosciuto
Non faccio questo per sport, ne per non accettare quello che ho intorno.. ho dei dubbi e li manifesto attraverso le parole..leggendo talvolta degli scrittori..e manifestando la mia energia.... e se i miei pensieri hanno portato ai suoi.. allora lei deve ringraziare la mia energia.. perchè è grazie a me se lei ora ha prodotto qualcosa.
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E poi in fondo Pino, ciò di cui lei parla, è  "comunicazione"...linguaggio, universale.  Forse ha ragione.. forse è stata voluta dalla natura stessa ancora prima che dall'uomo?.  O forse siamo noi che in principio abbiamo influenzato tutto ciò che ora abbiamo intorno?..
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"Non è importante", il tuo nome è una grande intuizione. Nulla è importante. Se vuoi reggere il peso dell'energia, devi scaricarla. Ma non contro altri, no. C'è gente che si affanna in buona fede per trovare una propria identità, un proprio posto nell'universo, una ragione di vita: sono piccoli tentativi di anime giovani, immature, agli inizi o poco più del cammino. Devi provare simpatia e amore per costoro, vestissero anche i panni del profeta o del santone o del maestro o anche del nemico. Noi dobbiamo amare tutti i bambini. Se l'energia ti riempie e ti pesa, e la scarichi contro costoro, ti ritorna addosso, perché in quella direzione non c'è via di scarico.
Occorre il filo di terra. E il filo di terra è la "ordinaria" e "lucida" follia. Innanzitutto il ridere. Ridere innanzitutto di te stesso, e poi del mondo, della vita, dei rapporti umani ingessati, e alla fine anche delle innumerevoli facce di cu.. che ti circondano, perché no. Ma sempre con benevolenza. Ma soprattutto conta il non prendersi sul serio.
Nulla è serio nel senso in cui noi lo intendiamo. Anche l'amore, che è il più grande mezzo di comunicazione con gli altri e col creato intero, è gioia, è gioco, è riso, è stupore, è tornare bambini.
Non esistono nè il primo due, nè il secondo due: immagina poi come due più due possa fare quattro... : ))))))))))))
Tuttavia se mi chiedi quanto fa 326 più 654, ti rispondo 980 in due secondi. Perché secondo le nostre convenzioni, questo è il conto. E io vivo su questo pianeta, non su Hork. Quando ci tornerò, allora avrò altri modi per comunicare.. ma qui...
E' inutile affannarsi a dire: "lo vedi il fantasma dell'opera?" a chi non ha occhi per vederlo.
Ora ti racconto una storiella (vera). Un tale era letteralmente terrorizzato perché vedeva cavalli dappertutto. E lo portai da un medico amico (erano gli anni 60, e questo medico era molto sereno ed equilibrato: un medico vecchio stile).  "Dottore, io vedo i cavalli", gli ripeté con aria stravolta.  Il medico gli rispose: innanzitutto tenti di calmarsi. Beh, se i cavalli non le fanno niente di male, cosa c'è da preoccuparsi? Se li guardi senza problemi. In secondo luogo, cosa preferisce? Vedere i cavalli senza medicine, o vedere cavalli e anche dell'altro, pieno zeppo di medicine? Io medicine non gliene do'.  Quando vede i cavalli, se ne faccia una risata: e vedrà che prima o poi non li vedrà più.
Ebbene, così fu. I cavalli scomparvero. E quel tale, raccontando la sua esperienza, ne rideva a crepapelle.
Il cervello, amico mio, è come una sfoglia di cipolla. Provati a mettere un'antenna TV, o meglio ancora un decoder, su una sfoglia di cipolla già precaria di suo... Ebbene, bisogna scaricare energia...
Fattene una risata, e tutto tornerà in equilibrio.
Con affetto.
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Bhè, ma io non ho fatto altro che seguirla.-.. e poi quale indifferenza s'impegna a interessarsi alle parole?. No, io ho osservato  come osservo tutti quelli a cui (per natura) osservano i particolari.....
e lei li coglie come fiori secondo me.
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ma non sa quanti scrivono e non vorrebbero essere ricordati.. a volte si ha bisogno di spogliarsi per se stessi più che per gli altri. Non tutte le ciambelle nascono col buco...  ( chi scrisse questa frase secondo me, sarebbe voluto sparire ad esempio :))) ) .

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