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Commenti a Frase ID 125901

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Intendevo NOI nel senso di singoli IO. Per vivere e per poter essere nel NOI bisogna prima conoscere il proprio SE, altrimenti non saremo mai correttamente in grado di interfacciarci con un NOI fatto di altri SE. Dobbiamo conoscere cosa vogliamo e dove vogliamo andare altrimenti continuiamo a vagare alla ricerca del nostro SE nella vita degli altri. Un pò come cercare la nostra immagine in uno specchio ...

L'unico momento di inizio di cui oggi abbiamo una teorizzazione razionale è il big-bang. Per adesso possiamo dichiarare unicamente che il punto della nostra conoscienza che si avvicina di più alla creazione sia quello.

Come tutti gli altri animali e le piante e tutto ciò che viviamo e vediamo abbiamo prove e dimostrazioni scientifiche che sono il risultato di un'evoluzione. Da quando i primi segni di vita sono apparsi sulla Terra tutto evolve e si trasforma, anche l'uomo fa parte di questa catena. Lo stesso sviluppo delle cellulete seminali umane che unite si sviluppano poi in un essere umano dimostrano la nostra evoluzione ... da semplici cellule ad essere umano. E' quindi chiaro che non ci sia un momento in cui è apparso uno, due o tre uomini, c'è un'evoluzione che ha portato alla selezione della razza umana ... E su questo non ci sono DUBBI che reggano.

La mia mente non comprende l'esistenza di un essere chiamato "Dio". Dato che questo non si presenta io non sono in grado di comprenderlo razionalmente. Una cosa/essere esiste inquanto c'è e si mostra e dimostra con eventi e cause legati alla sua presenza. Lascia segni e prove che possano almeno dare un indizio d'azione ...

L'unica causa che vedo della presunta esistenza di dei è il vano discutere se sia meglio un dio od un altro. Discussione che per me verte sullo scegliere se è meglio dire NULLA o NIENTE. Chi ha fede ha un "dono" che gli regala vane speranze: altri mondi, benesseri e piaceri. Io non ho ciò e nemmeno ho intenzione di credere alle favole. Preferisco cercare la mia strada ed effettuare le mie scelte nel dove sono ora. Credo che per vivere debbo sapere in primo luogo cosa IO voglio. Cosa vogliano gli altri che io sia è un loro problema, non uno mio. Io necessito di uscire dalla nebbia con la conoscenza e non ricostruire il non conosciuto attraverso la costruzione ed umanizzazione/divinazione di fenomeni.

E' importantissimo avere prima NOI stessi per poi porlo agli altri e per poi poter vivere finalmente la nostra vita anche insieme agli altri, ma principalmente per il nostro SE.

Non è egoismo, nè solipsismo, è necessità di essere stabili nel proprio SE, nelle proprie scelte, essere capaci di vivere e di camminare alti sul mondo.
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E - naturalmente - delle belle figliole.
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Sarai un giorno San Vincenzo Cataldo, patrono dei falsi invalidi !!!!  : )))
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Quanto al ferro trasformato in oro, ne ho quintali in cantina. Mi sono seccato di farlo. Ora preferisco trasformare uomini.
Ti farò santo !!!   : ))))))))))))
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Vincenzo, ma ti rendi conto di cosa dici? L'uomo era solo? E dove era nato, sotto un cavolo? Concedi che dovessero essere almeno in due, e comprenderai il primo embrione della prospettiva del NOI. L'uomo NON PUO' essere nè essere mai stato solo.

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