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Commenti a "Dio in realtà non è che un altro artista. Egli..." di Pablo Picasso


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Altro è la chiesa come comunità di coloro che praticano l'Amore, che è Dio. Questa chiesa è trasversale, non coincide con il cattolicesimo e neanche col cristianesimo. Questo lo ha detto lo stesso Gesù Cristo.
   Altro è l'istituzione chiesa cattolica, o protestante, o qualsiasi punto di raccolta delle greggi.
   Il vento soffia dove vuole. Non soffia solo nelle chiese. Anzi: lì già ha cominciato a soffiare, e sempre più soffierà, vento di tempesta.
   Del resto, le greggi sono state sempre al traino dei papi; ma i papi sono sempre stti al traino dei Santi.
   Per leggere la storia della chiesa, bisognerebbe leggere la storia dei santi: mi riferisco a quelli che hanno scritto qualcosa, e a quelli che hanno compiuto le opere di Dio. Questi ultimi hanno anche potuto essere i nostri vicini di casa, senza che nessun papa si sia mai sognato di sntificarli.
   A proposito, Ratzinger perchè non lo fanno santo subito, in vita, dico: chissà perché, da quando ci sono potenti mass media, tutti i papi diventano santi....
   Non escludo che lo fossero.
   Ma per me, ad esempio, San Bellarmino poteva essere al massimo un cretino incolpevole dei suoi errori, ma santo
   Qui direbbe Totò: Ma ci faccia il piacere........  : )))))
   Perché il Padrone tornerà, e li butterà fuori.
   L'ha detto Lui: i primi saranno ultimi, e gli ultimi primi...  : ))))))))
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A mio parere, con l'andare del tempo saranno i fatti stessi a convincerci che non possiamo occuparci dei problemi nostri se non ci occupiamo dei problemi di tutti.
Rimane ormai poco spazio, poca ancora da spolpare l’osso, alla società dell'egoismo. Dovremo per forza occuparci anche degli altri.
Non credo che l'economia capitalistca sia una necessità di natura. Ma il comunismo è fallito, mi direte.
E' fallito per due motivi, per me: i limiti dell'uomo: egoismo, sete di potere, ecc., che hanno indotto  i capi a staccare il potere che avevano dalla sua radice fondamentale, che era il dovere, una volta assuntisi il compito di fungere da capi; e poi la prospettiva normativa, cerebrina ed educativa, che prescindeva dalla solidarietà.
Anche prescindendo dal cristianesimo, una prospettiva homo homini deus è l'unica che può salvarci.
Esistono già gruppi che si aiutano tra di loro; e non solo la massoneria, ma anche talune confraternite religiose. Sono deviazioni solo in quanto intese all'acquisizione del potere (massoneria) o alla solidarietà tra i soli consociati (associazioni).
Certo sono strade lunghe, che non si percorreranno per via filosofica o cerebrale, ma per via di evoluzione delle necessità e dei desideri.
E' l'uomo  che deve cambiare.
(Il bello è che questa visuale è tutta mia personale... E non ho dunque il sostegno di alcuna associazione mafiosa, massonica o religiosa. E' dura la vita del solitario caprone di montagna......: ))))))))))))
Quanto poi a ciò che serve per vivere, guarda che basta molto poco.
Molte delle nostre "esigenze" sono indotte dal controllo sociale.
I cinesi ti vendono a meno di 20 euro un paio di scarpe che dura tranquillamente uno o due anni, la cooperazione può condurre a falcidiare letteralmente i prezzi gonfiati di tantissime cose, ecc.
Ma mi rendo conto di dover lasciare la parola agli altri (se ci sono ancora!! : )))))))
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L'Universo è un tutt'uno, è evidente. Non possiamo ritenere di non essere in un qualche modo affratellati agli animali, alle piante, anche addirittura ai sassi.
E' evidente che l'uomo ha, in più degli animali, solo qualcosa. E anche qualcosa in meno, se si pensa all'olfatto dei cani, o al radar dei pipistrelli.
Ma secondo me è tutto collegato. Se io fossi in grado di utilizzare tutte le mie risorse, sono sicuro che potrei comunicare con il mio cane, o davvero dire a un monte: spostati e gettati nel mare.
Ripeto: la cultura illuministica e tecnologica è stata ed è importante; ma è stata finora la nostra unica area di progresso. Ma l'uomo è ancora identico a ciò che era nelle epoche più remote cui risale il nostro ricordo: diciamo la più antica dinastia egizia.
Non siamo progrediti se non in misura minimale dal punto di vista etico, e poco o nulla nella ricerca di noi stessi.
Le nostre passioni sono sempre le stesse; anzi negli ultimi tempi si sta verificando un regresso.
Siamo come quegli adolescenti che crescono a sprazzi, e semmai hanno gambe lunghissime che non riescono ad articolare bene (proprio per la crescita repentina) e braccia ancora da ragazzini. Solo che qui il problema è la testa, sia come percezione di ciò che ci circonda, sia come percezione di noi stessi.
Noi non sappiamo chi siamo. Secondo me non è impossibile arrivarci: un giorno lo sapremo.
L'indizio è nella percezione extrasensoriale. E' inutile negare, alcuni ne sono dotati. E per l'evoluzione, uno, dieci, cento equivale a tutti, prima o poi.
Io sono convinto che un giorno avremo la chiara percezione di noi stessi e di questo Dio che adoriamo in luoghi di culto, e che invece è dappertutto, innanzi tutto dentro di noi, ma ancor più dentro l'altro da noi.
Secondo me lo riconosceremo dentro di noi solo quando lo riconosceremo nell'altro.
Scusami della "tirata", ma è il mio campo preferito di ricerca, da sempre. Ricerca pratica, dico.
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Se riuscissimo a collegarci tutti, come una sorta di accumulatore in serie, sarebbe impossibile.
Naturalmente il primo punto essenziale di questa mutazione sarebbe percepire il dolore dell'altro (cosa che oggi riesce solo ad alcuni). Ma ad esempio già questo solo sarebbe un fattore tale da farci tendere con assoluta costanza e decisione, individualmente e collettivamente, a lottare in ogni modo contro ogni dolore e sofferenza. Cosa che oggi per i più è solo cerebrale, ma non una necessità percettiva.
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L'Universo è in evoluzione. Solo 40 milioni di anni fa non esistevano nè uomini nè giraffe, ma solo i dinosauri e felci gigantesche. Ma 40 milioni di anni non sono nulla. Per miliardi di anni ci sono stati solo microorganismi e trilobiti. E poi, a guardare questa opera d'arte, almeno qui sulla Terra, non c'era nessuno. Quindi a me sembra che l'Universo sia un'opera d'arte ancora in fieri, cioè un quadro ancora sul cavalletto.
   Non solo; ma mi sembra che anche noi siamo chiamati a dipingerlo. Come apprendisti, d'accordo; ma pur sempre lo dipingiamo, nel nostro piccolo.
   Certo è che solo noi, almeno sulla Terra, abbiamo coscienza dell'Universo.
   E se questo Dio fosse, ripeto, un fuoco centrale cui tutti attingiamo, e che ci accomuna? Una sorta di coscienza (e anche volontà) collettiva?
Certo è che noi utilizziamo solo in minima parte le nostre reali facoltà.
   Ho studiato ed osservato di persona il paranormale per tutta la mia vita, e sono certo non per teoria, ma per prova dei fatti di quello che sto dicendo.
   Non potrebbe darsi che tutti i nostri problemi nascano dal non riuscire a far emergere questa coscienza collettiva, rimanendo isolati ciascuno per proprio conto?
   Secondo me, se ci riuscissimo, emergerebbe la nostra realtà di struttura collettiva, e possibilità praticamente infinite.
   Io attendo con ansia questa mutazione del genere umano: nel senso della percezione dell'extrasensoriale, ma anche di percezione di noi stessi e di ciò che dentro di noi si nasconde.

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