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Commenti a "Serve molto coraggio per rischiare di essere..." di Tiziana Leone


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Ci tengo a precisare , per evitare qualche malinteso non voluto , che il coraggio per essere chiaccherone , è a me che servirebbe.... anche perchè a nessuno di voi , amici, mi pare  occorra tale virtù  :-))
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Analizzando il contesto della frase la felicità, o meglio, l'appagamento, lo si può trovare anche facendo delle rimunce, che non sempre sono delle sconfitte.
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Io voglio ciò che voglio , non ciò che non voglio fare...
Ciò che non voglio fare, perchè sia fatto ,è implicito che  io  sia costretto - o  costringa me stesso - a farlo .
Trovo , dunque , Pino più prossimo alla verità.
Tuttavia, appurata l' inaccessibilità della verità , parrebbe chiaro che la sua ricerca non possa portare ad altro se non ad mucchio di chiacchere.
Meglio forse la serenità statica ed ipnotica della non ricerca ... d' altro canto non sono forse anche queste delle altre chiacchere sulle chiacchere ?
"Serve molto coraggio per cercare davvero di essere dei chiaccheroni" :-))
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Questa frase potrebbe essere interpretata come una rinuncia, rinunciare ad un rischio per la propia felicità, nel senso, io sto bene così, almeno, il riferimento è interpretabile.

A giuseppe, la frase di Tolstoj non è un'uguaglianza, perchè il volere fare una cosa non sempre è fattibile e crea infelicità, mentre il volere ciò che si sta gia facendo (faccio=voglio) crea un senso di appagamento e anche un senso di felicità.

Se io sono brutto non posso volere una bella donna
Se sono povero non posso volere una grossa auto
Se sono operaio non posso volere dirigere un'azienda

Tutti questi pensieri creano infelicità.

La felicità è anche sapersi accontentare di ciò che la vita può offrirci, imparare a conoscere i propi limiti, e desiderare tutto quello che possiamo praticamente permetterci, sensa essere invidiosi di chi possiede quello che noi desideriamo ma non possiamo permettercelo.

Accontentarci non significa rinunciare o vivere passivamente, si può provare il rischio, ma bisogna preventivare anche la sconfitta e accettarla come tale, senza deprimerci o vivere nell'infelicità di una sconfitta.
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Ora che avete detto di tutto e di più, vi auguro una buona domenica e comunque......"chi non rischia, non rosica...."

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