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Commenti a Frase ID 121578


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postato da , il
Cara Bea, la questione non è distinguere tra vacche nere e vacche bianco-pezzate.
Il problema è distinguere tra vacche e polli.
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postato da , il
Che bello, anche scheggia
ha il tuo stesso trattamento. da parte dello staff
Maperfavore. hai ragione circa il rischio di di "dimenticare" il colore di base, succede quando c'è nebbia o, peggio, al buio - allora tutte le vacche sono nere e non distingui le pezzate bianco-nere.
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postato da , il
Off Topic dedicato allo Staff.
Vi segnalo che nel mio precedente commento ho più volte nominato la Signora in Nero e il mio commento è stato regolarmente pubblicato! Trovo questa disparità di trattamento assolutamente iniqua e ingiusta! Voglio essere censurato come tutti gli altri!
Fine OT
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postato da , il
Agatina, il tuo scritto in difesa del Poeta è ammirevole. Ma come forse sai la casa della poesia non avrà mai porte: il che, a mio modo d'intendere, può significare che in quella casa puoi entrarci liberamente, oppure, se sei già all'interno, non potrai mai più uscirne... Quello che Vincenzo vuol significare è che il poeta non dorme mai ma in compenso muore spesso, probabilmente perché il poeta per poter scrivere deve prima lamentarsi o forse perché ogni poeta vende i suoi guai migliori. In verità io credo che il poeta agisca (quasi sempre) in sostanziale buona fede ma nel considerarli depositari di Verità si corre il rischio di farne pessimi profeti. Il poeta, sia pure in buona fede, è bugiardo e chi è a corto di bugie non può salvarsi. Dammene atto, chi è convinto di farci del bene spesso ci rovina e chi ha due occhi angelici spesso conduce al male. Non far troppo caso a questi giocattoli rotti delle mie parole ma ricorda che ogni alba ha i suoi dubbi. E qui, adesso, la pistola che ho puntato alla tempia si chiama Poesia.
Caro Vincenzo, te l'ho già detto: i poeti non si redimono, vanno lasciati volare tra gli alberi come usignoli pronti a morire.

P.S. Le parti in neretto sono tutte citazioni e aforismi di Alda Merini. E secondo me rendono a meraviglia quelli che sono i limiti e i pericoli della Poesia...
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postato da , il
In riferimento alla dedica:

Ecco..
Queste parole di Alda Merini
rendono a meraviglia
l’idea che ho sempre avuto dei poeti:

I POETI AMANO.
I POETI ARDONO.
I POETI SONO ROGHI DI VITA.


I poeti sono "amanti” per definizione.
Portatori d'un amore originario e primitivo.
Un amore talmente intenso e dematerializzato
da poter essere visto come antenato
delle forme d'amore
che conosciamo noi, nelle nostre vite.

Un amore talmente vasto e senza un oggetto specifico
che ce li rende quasi stranieri.
Eppure li adoriamo questi stranieri
che parlano una lingua
che non afferriamo mai per intero
e della quale intuiamo solo a tratti
un senso possibile ma non definitivo.

Una lingua, di cui non possiamo fare a meno
e che ci cattura con le sue sonorità cosi familiari,
sempre sul punto di disvelarsi
come una nostra mitica lingua d'infanzia.

Non la comprendiamo mai per intero
ma ci lasciamo cullare dalla sua musicalità,
dalla sua dolcezza, dalla sua luce.

I poeti sono insieme estranei e familiari
Stirpe di confine.

Amano l'Amore come il cacciatore ama la preda
e ne scruta le orme sulla neve,
il ramo spezzato nella foresta.
Cacciatore sempre in cammino
che fiuta l'odore dell'animale selvatico
in ogni folata di vento,

E insieme, i poeti
sono amanti scacciati dal paradiso.
amanti esuli, amanti affranti, sconcertati,
angosciati a volte dallo stesso fuoco che in loro arde.
Che li divora.
Luminosa fiamma continuamente alimentata
nel falò dei loro nervi, delle loro vene,
delle loro Vite.

I poeti sono gli individui che più d’ogni altro
sono toccati e flagellati dall’Amore.
Persone inchiodate dalla loro sensibilità
a essere sentinelle e testimoni
dell'incessante duello
fra l’impossibilità dell’Amore
e la sua sete inestinguibile e inappagata.

E' un tipo d’amore doloroso e insieme cristallino.
Il più puro e assoluto che si possa rinvenire sul pianeta

Che i poeti siano una sorta di esercito dell'Amore,
sbandato e in rotta, è sempre stata la mia idea:
soldati stoici, valorosi, vinti e mai sconfitti
Milizie disperse che cullano perfino la nostalgia
del campo di battaglia
intriso del loro stesso sangue.

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