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Commenti a "La perfezione necessità di imperfezione per..." di Gaetano Toffali


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Giuseppe ho capito e ti rispondo: il movimento è imperfetto.
Nel come, nel quando, nel dove.
La ricerca della perfezione è stasi.

ps
pofferbacco sembrano quasi frasi serie... :-)
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Sempre che per allora l'abbia capito io...
Sei un inguaribile ottimista... : ))
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Caro Giuseppe adesso leggo con calma il tuo commento, lo capisco ETI rispondo. .....
Ci si sente tra un mese :-)))
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Concludendo: l'imperfezione è la perfezione dell'imperfezione; mentre la perfezione è l'imperfezione della perfezione, perché se fosse la perfezione della perfezione non sarebbe perfetta, in quanto carente di imperfezione. Secondo me, in questa ottica, ed in perfetto accordo con giosc (intuizione geniale!) si arriva alla conclusione che è più perfetta l'imperfezione della perfezione.
E probabilmente così è: in definitiva la perfezione è concetto meramente convenzionale, proprio perché ha bisogno di una unità di misura necessariamente imperfetta. Prova ne sia la mutevolezza dei canoni estetici nei tempi e nei luoghi.
Corollario (per rispondere a Jean-Paul): non è sulla PERFEZIONE (cioè sul preteso assoluto), ma sul VALORE (relativo a ogni singola situazione) che può fondarsi il concetto di Dio; cioè non sulla razionalità dell'assoluto, ma sulla relatività dell'Amore, valido in sé senza pietre di paragone, e dunque principio assolutamente refrattario ad ogni concetto di perfezione o imperfezione. E infatti Cristo, cioè il massimo dell'amore, è nato e vissuto povero, e morto in croce: imperfezione (secondo certi canoni) fatta persona!
Morale della favola: col concetto di perfezione sembra di andare lontano costruendo un universo tutto ordinatino, ma in realtà non si va da nessuna parte...
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l'arte insegna

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