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Commenti a Frase ID 120176


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Caro maperfavore, ascolta la canzone "quanto ti ho amo" di benigni e poi dimmi se non è poesia
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Vincenzo Cataldo, davo per scontato il tuo “distinguo”! In effetti io credo che sull’argomento abbiamo una posizione pressoché equivalente se non fosse che, in alcune colorite espressioni, tu sembri voler “attaccare” la Poesia in quanto tale mentre io affermo che l’errore è nel “come” la Poesia viene considerata. Ho citato Massimo Troisi quale (riporto testualmente) Autore che poeta non era, facendo, si, rilevare che la sua ironia è poesia ma avendo cura e attenzione di mettere in corsivo la parola “poesia”: in questa mia scelta grafica leggici un po’ di ironia! Prendiamo Benigni: considerarlo un Poeta a me sembra una delirante esagerazione! Ma dopo il suo La vita è bella definirlo per quel che è, ovvero un “comico”, è avvertito dai più quasi come offensivo e denigratorio! Qui non si tratta di stabilire quanto Benigni sia bravo o se Troisi facesse ridere o meno. Il punto è che troppo spesso basta parlare di buoni sentimenti e utilizzare tre o quattro paroline dolci che, oplà!, ecco che ti sei guadagnato la patente di poeta! E per un meccanismo che sarebbe interessante studiare e capire, se hai la patente di Poeta guadagni stima e rispetto e qualunque cosa dici ci sarà sempre qualcuno che penderà dalle tue labbra poiché le tue parole saranno illuminate dall’aureola del Vate!
Allargando la riflessione sulla correttissima analisi di Nietzsche87 direi che la società contemporanea, in quell’autoconvincersi di essere fondata su valori solidi, ha trovato nella Poesia il cibo perfetto per alimentare quel falso convincimento. Ecco allora che mamma-società si nutre di Poesia per difendersi dal nichilismo. I contenuti di tale Poesia? Ma che importa: mettici una rima con “cuore” e una con “anima solitaria” ed è subito poesia! Mamma-società inoltre è magnanima: rende Poeta chiunque, compreso chi scrive scriteriate scemenze avendo però cura di andare a capo ogni tre, quattro o sei parole. E infine, il capolavoro: per acclamazione eleva al rango di Poeta indovina chi? Proprio lui, Benigni, la cui arte comica si fonda prevalentemente su elementi profanatori, dissacranti, tutt’altro che poetici. Il cerchio si chiude: il dissacratore è consacrato. Mamma–società può ridere tranquilla ché tanto mai s’è visto un Poeta dire la Verità! Se Benigni restasse un comico, allora si che ci sarebbero da piangere lacrime amare…
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ps.
e Paperoga dove lo mettiamo?
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Vincenzo, guarda che di De Andrè potrei citarti 50 canzoni.
e sarei in ampia e ottima compagnia.
Via del Campo e Marinella le ricordano solo quelli che non lo ascoltavano :-))
... e il comico, è un anima benemerita, fare ridere è cosa buona e giusta.
averne di riso che ci allieta.
pensa che uno sei siti più intelligenti ed ironici ha come nome Spinoza!
fare ridere e filosofia mescolate: pensa te!
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Si anche a me Troisi non faceva impazzire, io sono più per la comicità verace, quella alla Thomas Milian tanto per intenderci

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