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Commenti a "I poeti, giovani e vecchi, leggono l'anima..." di Maperfavore


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Vincenzo Cataldo, dici bene: tutti leggono e pensano di comprendere.
Pochissimi si abbandonano al semplice ascoltare.
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Il capire ed il comprendere sono due cose differenti per me. Un poeta può anche metterci l'anima e sputare sangue per scrivere ma, sicuramente solo alcuni riescono a comprendere la sua anima. Penso che per leggere l'anima bisogna incontrare l'anima e l'anima appartiene a tutti e tutti possono essere poeti.
Per questo preferisco ciò che hai detto nel secondo commento.
Ma, forse mi sbaglio............
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Non farei mai leggere la mia anima a chi si accontenta di capire le mie parole!
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Alessandro Serra, non mi capisco e in questo so che mi capisci.
Ti auguro un buon volo. E volando ti auguro - così come auguro a me stesso - di trovare presto il tuo deserto del Bene perché forse (ma anche questa è solo un'ipotesi...) è solo lì che potremo parlarci.
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Paul Mehis, una versione più aderente al mio pensiero potrebbe essere: Solo pochi poeti leggono l’anima, gli altri si affidano alle parole. Ti renderai conto che in tal modo terrei fuori almeno il 95 per cento dei poeti…

Marco Panizza, pur cogliendo la velatura goliardica del tuo amletico dubbio non mi è chiaro se, nell’accomunare Pupo ai poeti, tu intenda dileggiare il primo o i secondi. In entrambi i casi, comunque, sono d’accordo (Eccezion fatta per quel 5 per cento di cui sopra, n.d.r.)

Armanda, vecchio o giovane che sia, Pupo è un personaggio di statura indiscutibile. Si, indiscutibilmente bassa.

Alessandro Serra, credo tu abbia frainteso quanto meno il tono di ciò che ho detto. E infatti non ho impiegato alcuna particolare energia nel mio dire che, tutt’al più, aveva la cadenza infastidita di chi è pungolato continuamente da quello che sembra essere l’assillo principale dei partecipanti a questo Forum, ovvero scoprire chi è Maperfavore! Se scorri la cronologia dei commenti da me inseriti ti renderai conto che la stragrande maggioranza di essi vertono su questo tema, a mio avviso per nulla appassionante, e che comincia a diventare terribilmente noioso. A te devo però riconoscere il merito di aver risposto subito, e con grande semplicità e onestà, che la tua era solo curiosità.
Riguardo la tua mania di cancellare mi duole alquanto scoprire che hai letto con troppa superficialità le mie parole. Non appena avrai decostipato le tue sensibili viscere ti renderai conto che altro non dico che io stesso, qualche tempo fa, ho cancellato tutto lo scritto prodotto: centinaia e centinaia di pagine arse in un falò che voleva essere purificatore e che invece è risultato essere solo inutile autolesionismo. Brucia pure tutte le pagine che vuoi, cancella tutte le parole che ti danno fastidio, elimina le frasi, i commenti o quello che più ti pare: molto probabilmente continuerai, esattamente come è successo a me, a non esser mai sicuro di nulla. Perché il problema non sono tanto le parole quanto le idee che ci portiamo dentro. E poiché le idee non le modifichi semplicemente cambiando le parole ecco che forse (ma è solo un’ipotesi di lavoro…) per mutare strutturalmente il proprio Io si può fare una sola cosa: ri-nascere. Magari con una sola Idea. E se quest’Idea ha un effetto purgante, pazienza! La Scottex, come minimo, ringrazierà…

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