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Commenti a Frase ID 116774


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Vincenzo, mi costringi a ripetermi. Naturale che tutti debbano rispettare le leggi. Ma questo riguarda il comportamento, l'esteriorità.
Quanto ai sentimenti, al cuore, al proprio destino, ciascuno deve rimanere libero di affidarlo a chi crede; la ragione lasciamola (ben lucidata) a risolvere e capire il teorema di Pitagora o la teoria della relatività.
Per relazionarci coi nostri simili ci servono cuore e senso morale, niente altro. La ragione men che meno.
La ragione di per sè non ha vita. La logica, nostra e del computer, è un attrezzo, una cosa mo*rta, incapace di vivere e di dare vita. Un qualsiasi bruto, invece, è capace di respirare aria a pieni polmoni e di generare un figlio della sua specie, che sia un cane, un gatto, uno scimmione o un uomo.
La ragione deve essere schiava del cuore, Vincenzo, e non viceversa... E il cuore va educato non con la ragione, ma con l'amore.
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Noi non ci arrendiamo mai...
perchè quando crediamo sia tutto finito...
è il momento in cui tutto ha inizio...
Un antico detto...:
Chi dice Donna dice Dann0...
ed è vero...Le Donne Dann0 la vita...
Dann0 la speranza...Dann0 il coraggio...
il conforto...Dann0 Amore...

Non siamo perfette...
ma siamo piene di voglia di vivere...
Non siamo onnipotenti...
ma possiamo scegliere la nostra vita...
Non siamo imm0rtali...
ma possiamo laciare ai nostri posteri...
qualcosa di speciale...
Siamo piccole e fragili...
ma possiamo sostenere pesi incredibili...
Siamo solo ciò che vogliamo essere...
Non siamo l'universo...ma ne facciamo parte...

L'universo è infinito...quindi...:
Siamo l'infinito
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E allora: io non uc*cido perché NON VOGLIO uc*cidere, non ru*bo perché NON VOGLIO rub*are, e così via. Se ci pensi, questo sì che significa "non desiderare" la roba d'altri. E' un problema di essere, non di agire o non agire.
In questa maniera, in quel famoso specchio vedrò sempre e solo me stesso, al naturale, senza doppi fondi, senza ipo*cri*sie. E anche senza ragione, perché tanto, faccio sempre quello che voglio, e mai solo quello che penso. Lo diceva San Paolo, in un celebre brano della lettera ai Romani: "non quello che vorrei io faccio, ma quello che de*te*sto".
Naturalmente (e qui viene il bello) comprendendo questo (o meglio: iniziando col comprendere questo) la fotografia che vedremo in quel famoso specchio sarà sempre poco gradevole e spo*rchina, ma spo*rchina sul serio. Il che è un gran bene, perché, primo, vedremo quello che siamo nella realtà; secondo, navigheremo a vele basse ed in umiltà (di fronte a noi stessi e al mondo), il che ci aiuterà a CERCARE, a MEDITARE, a CAPIRE: unica via per estir*pare la mala pianta dalle radici e non solo dal livello del suolo (perché se le radici rimangono, prima o poi quella pianta ricresce).
Da ultimo, quanto a taluni dettagli folkloristici: 1)nel mio universo non c'è né sifilide né AIDS, perché vi è assoluta monogamia; 2)non è la ragione il guardiano del cuore, ma la rettitudine e la virtù (quando ci riescono); 3)le persone sono fatte per vivere, per maturare esperienza, per riflettere e per essere se stesse: se vogliono gioia devono essere pronte ad affrontare il dolore, senza anestesie teoretiche. Io le libero e le induco ad esaminarsi, non le metto in cate*ne.
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Vedi, i più ritengono che autostima sia l'avere un elevato concetto di se stessi.
Errore: su questa via, dato che l'autostima è indispensabile per un corretto sviluppo ed equilibrio delle personalità, si giunge a potersi ritenere "santi" quando invece si è poveri diavoli come tutti gli altri. (Ogni riferimento a persone realmente esistenti è puramente casuale :)  .
Io viceversa ho un concetto preliminare di autostima: aver fatto esattamente ciò che desideravo, pensavo e volevo, senza aver obbedito ad altri che a me stesso. Autenticità e spontaneità totale.
Quindi, via dalla sfera interiore il codice di Hammurabi, i 10 comandamenti e quant'altro: queste cose vanno riservate alla sfera esteriore, cioè ti astieni dal compiere certe azioni (fosse anche l'andare al ristorante o allo stadio) perché la legge le vieta (attenzione: i 10 comandamenti erano LEGGE in Israele).
Nella sfera interiore, a mio parere (parere non razionale, ma perché così sono io e così la penso e la sento io), rimane solo ciò che ciascuno di noi E'.
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Vincenzo, manco a farlo apposta hai toccato due punti nevralgici.
Il primo. Se l'uomo fosse fatto solo di ragione, avresti... "ragione". : ))
Ma l'uomo è fatto, oltre che di ragione, anche di desiderio, di sentimento, di impulso, di volontà, di tensione verso ciò che desidera essere ed avere. Insomma: tutto ciò che ci differenzia da un computer.
Contro queste cose, la ragione non può assolutamente nulla. Tu puoi tentare con tutte le tue forze di seguire le vie della ragione, ma all'atto pratico fai sempre ciò che VUOI fare, non ciò che ritieni opportuno fare. E... la ragione, sai che fa? Interviene spesso a "copertura" del (mal)fatto, in sede di motivazione (fasulla) di tipo giustificatorio. Cioè: spesso, prima si agisce, poi si trovano i motivi per cui si è  agito. : )
Comprendere questo meccanismo è meraviglioso: ti priva di ogni catena, di ogni maschera, e ti lascia guardarti allo specchio per ciò che sei: un concentrato di forza vitale (la ragione non è forza vitale).
Ma per potersi guardare allo specchio occorre aver fatto un'altra semplice operazione: aver corretto il "minimo" del motore, cioè il meccanismo dell'autostima.

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