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Commenti a "Lo so che tu vuoi proteggermi, e lo apprezzo..." di Francesca Zangrandi


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Chi mangia da solo è anche solo a sopportare la sventura (Rig-Veda)
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Vincenzo è un discorso totalmente maschilista.Io non sono per il riposo del guerriero, e non mi faccio di certo piegare da nessuno...
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Rispondo dicendoti solo che hai postato un GRAN bel commento!.Per il suo significato.
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L'ho detto prima: l'autenticità non è un modo di pensare, nè una filosofia, nè la bontà o la cattiveria, non è neanche coerenza; è semplicemente essere in ogni momento se stessi senza nascondere, a se stessi prima che agli altri, i propri punti deboli e le proprie contraddizioni. In questo senso, il filosofo (cattolico, ateo o quel che sia) che non ammette di essere in continua contraddizione con i propri princìpi è falso con se stesso prima che con gli altri. D'altra parte gli stessi princìpi lasciano il tempo che trovano. Ciò che conta è ciò che noi siamo, non ciò che desideriamo, speriamo, sappiamo o pensiamo. La vita deve essere scuola dell'essere, non del sapere o del pensare: altrimenti ci si ritrova con tra le mani solo un bel mucchio di chiacchiere, e si perde se stessi. Ora, sulla via dell'essere, se davvero si vuole intervenire sul proprio "essere", il primo presupposto è essere autentici: muri senza intonaco e senza vernice. Solo così puoi scegliere il colore giusto, e tentare semmai di diventare azzurro da giallo o grigio o pietra che eri. Quanto dunque più si è grezzi, allo stato di semilavorati; quanto più si cerca anziché dire subito "ho trovato", quanto più si pensa all' "io sono" piuttosto che all' "io so", tanto più (forse) si è vicini ad essere autentici. Questo è il mio pensiero, lontano anni luce da ogni forma "canonica" di filosofia. Perché, come per tutte le cose, la filosofia o la vivi o non vale niente. Anzi meno che niente, perché inceppa i movimenti anziché agevolarli. Dunque (e qui vorrei che mi leggesse il buon Yeratel) può essere un nemico mo*rtale. Con ciò non voglio dire che la filosofia sia un male: dico solo che è un bagaglio da portare sulle spalle nude; nude di ogni manto di coerenza, saggezza o verità. In una parola, su autentiche spalle di poveri cristi quali tutti noi siamo.
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E poi nessuno può definire chiaramente che cosa sia autentico o meno, visto che ogni interiorità percepisce "l'autenticità" a proprio modo. E non è vero che colui che è vero in ogni circostanza si comporta sempre nella stessa maniera. Ha mai sentito di un tale che diceva che spesso la profondità ha visogno di travestirsi di vari colori?. Chi la pensa in modo diverso ( senza convinzione) semplicemente è un esaltato che della semplicità ne fa una masturbazione al limite dell'improbabile (spesso è un cattolico). Anche la semplicità apparente può avere con se la menzogna. Sapesse quanti Alici nel paese delle meraviglie colorate di genuinità cadevano nella menzogna che lei nemmeno s'immagina.
Come si può pregare un cielo azzurro in modo genuino, se si porta un vestito bianco ricoperto di oro nero?.

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