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Commenti a "Capisco perché i dieci comandamenti sono tanti..." di Konrad Adenauer


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"Se vuoi sconfiggere il nemico cantagli la sua canzone". 
Si può anche riassumere così il tuo discorso Margherita.
Vado a prepare da mangiare... ho i peperoni in padella.

Buona messa :)))).
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Capisco quello che mi vuoi dire, ma vedi ci sono persone che questo non lo comprendono, per quanto ti sforzi non riesci ad arrivare a loro e scambiano la tua disponibilità come una debolezza. Allora per farti capire devi parlare la loro lingua, che non significa abbassarsi al loro livello ma riuscire a trovare una strada per comunicare. Io mi chiedo come prima cosa , perchè tanto accanimento ? Perchè tanta voglia di ferire ? forse sono state persone ferite a loro volta e conoscono solo questo linguaggio. Amare i propri nemici? Se li chiami nemici non possono essere amati solo compresi. Io comprendo che una persona per dare un significato a se stesso e per far sentire la propria voce possa farlo attraverso strade sbagliate, ma come con i bambini , bisogna far capire loro che esiste un limite invalicabile e per me è il rispetto. Per quello che mi riguarda uno può essere il nipote di Hitler o il cugino di Stalin, la pensi come vuole, ma
nessuno può prevaricare nessuno, questa è una regola che va 'imposta' , se non si mette un punto fermo a questo rischiamo di trovarci qualche pazzo che per il bene dell'umanità ci dirà cosa fare e pensare.Questo pensiero non è accettabile proprio per amore del
prossimo che già nel passato ha subito tanto. Inoltre non sopporto le persone che pensano che sia le uniche ad aver subito ingiustizie , aver sentito dolore, affrontato difficoltà, questo è un atteggiamento narcisistico. Ognuno di noi ha la sua storia e prima di sputare sentenze bisognerebbe conoscere la loro storia, non essendo possibile allora bisogna portare rispetto. Mi dispiace essere così dura ma non posso farne a meno tradirei me stessa se assistessi in silenzio ad un sopruso, mi auguro solo che questo mio commento porti questa persona a riflettere e a comportarsi come si conviene tra persone civili.
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E' una predica domenicale Giuseppe.
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Io credo che abbia già capito, e probabilmente anche fin dal principio. Sono note caratteriali, che col tempo si attenuano. Anche io, un tempo, ero così. E sotto certi aspetti lo sono tutt'ora...
    Direi che pazienza e ribellione sono entrambe due virtù, che però devono procedere unite: una ribellione paziente è il migliore antidoto sia contro i soprusi, che contro le guerre e le inimicizie. Dire ciò che si pensa, esprimendo sempre idee e mai insulti, senza mai ritrarsi in disparte e senza animosità.
    E' un esercizio difficile, lo so. Ci vuole una discreta dose di amore per l'umanità, fegato sano, e si è sempre in bilico. : ))
   Ma ti lascio poche parole su cui meditare: "amate i vostri nemici". 
   E' questo, Franca, l'antidoto contro i mali del mondo. Non ci sono né teorie economiche né forze politiche che possano salvarci. Queste quattro parole, sì. L'amore a tutti i livelli, anche e soprattutto l'amore del nemico, è l'unica medicina capace di trasformare le inimicizie e la guerra in fratellanza e pace certa e vera.
    Mo' non ti meravigliare se salta fuori e dice che è una "predica domenicale". Io l'ho già messo nel conto.  : )))
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Grazie Pino per aver tradotto il mio pensiero con le giuste parole. La pazienza non è una mia virtù, mentre una mia virtù è di ribellarmi a qualunque ingiustizia e sopruso. Questo signore dai molti nomi e molti volti ha commesso un sopruso insultando pesantemente chi non gli aveva fatto nulla, non posso stare zitta. Non è per difendere te che sei l'ultima persona al mondo che ha bisogno di essere difesa, ma per me stessa. mi auguro che questa persona capisca che per vivere in una buona società bisogna partire come minimo dalla buona educazione. Ciao Franci.

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