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Commenti a "Capisco perché i dieci comandamenti sono tanti..." di Konrad Adenauer


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Vedi, io faccio due cose: accetto le persone per quelle che sono, e tento (tento soltanto) di comportarmi come io vorrei che si comportassero loro con me. Biasimo, redarguisco, taglio i ponti fittiziamente per dare una scossa, ma sono sempre lì, a disposizione pronto a dialogare e perdonare per quanto riesco (e chiedere anche perdono, perché di errori ne commetto tanti), e credo che questo possa essere importante.
     Se ci pensi, non esiste alcun valido motivo per cui un padre o una madre debbano usare benevolenza e perdonare tutto ai propri figli e non anche ai figli degli altri. Non c'è un perché. Evito, naturalmente, quelli che mi evitano. Sarebbe inutile perseguitarli. : )  Ma finché qualcuno discute, sia pure in maniera animata o offensiva, io rimango là.
     D'altra parte, sarebbe un non senso fare tante chiacchiere (tante "prediche" :), e poi, di fronte a un atto di intolleranza. o anche di disprezzo, chiudere la porta in faccia alla gente. Sei stata non solo testimone, ma protagonista, per il passato,di un caso in cui, a manifeste e conclamate proclamazioni di ortodossa fede cristiana, ha fatto inopinatamente seguito la chiusura di ogni dialogo, in una situazione in cui erano peraltro assenti sia intolleranza che insulti... Se io mi comportassi alla stessa maniera di fronte sia pure a piccoli insulti, cosa porrei in pratica di ciò in cui credo? Più o meno zero.  Almeno, operando come ho operato ed opero, faccio il 10% di ciò che è mio dovere fare (e non riesco mai a fare del tutto...  : ))
     Tu dici: la gente normalmente non cambia, avviene molto di rado.
     Eh, ti pare che non lo so?  : )))
     Ciò però non toglie che io debba fare il mio, solo e semplicemente perché sento di dover fare così. Volesse il cielo e avessi potuto avere occasione di discutere con coloro che CI chiusero la porta in faccia...
      Secondo te chi è più suscettibile di mutamento, chi dialoga, sia pure insultandoti, o chi tronca il dialogo di fronte a diverse opinioni che in ogni caso non erano insulti?  : )))
      Vedi come sono strane queste questioni: è in pratica questo il motivo per cui pubblicani e prostitute, da ormai più di 2000 anni, precedono scribi e farisei nel regno dei cieli...  : )))))))))))))))))))))))))))
     
       Alessà, hai capito che sei un pubblicano ??????  : )))))
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Martin Luther King disse: La mia libertà finisce dove inizia la vostra'. Io sposo questo concetto e mi piacerebbe che lo facessero anche gli altri. Capisco e comprendo il tuo pensiero ma credimi nessuno cambia mai, a volte dopo un forte trauma individuale può avvenire una sorta di conversione nella vita ma sono casi rari. Le persone semmai vanno accettare per quello che  sono altrimenti evitate, lo dico con dispiacere ma purtroppo è un'utopia pensare  di arrivare al cuore di chi non lo possiede. Tuttavia lo sforzo è necessario
ma fino ad un certo punto. In ogni caso non chiudo mai la porta, sono sempre pronta a ricredermi e se questo accade, credimi, non posso esserne che felice.
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Amare i propri nemici significa amare coloro che ci sono nemici. E' ovvio, invece, che non si può amare qualcuno e contemporaneamente essergli nemici. Quindi: io ho diversa gente che mi è nemica, che cioè mi è contro; ma non sono nemico di nessuno, cioè non sono contro nessuno.
    Sono invece nemico, e implacabile, di certi comportamenti e di certe idee; ma ciò si converte nell'esprimere chiaramente il mio pensiero, e il mio disprezzo per quei comportamenti e per quelle idee, mai per le persone che tengono quei comportamenti e sono portatori di quelle idee.
    Le persone cambiano; mentre comportamenti e idee non cambiano, e sono come i vestiti: oggi ce l'hai, domani puoi averne altri.
    Secondo me quindi dobbiamo tollerare tutto.
    Lo so che questo può essere scambiato per debolezza; ma solo sulle prime, perché i deboli si fanno intimorire, tacciono, si defilano, sono quelli che "non hanno sentito", "non hanno visto", o quelli che, anche di fronte a soprusi evidenti, assumono comodi ed ipocriti atteggiamenti di "equidistanza". Chi invece con calma continua a mettere i puntini sulle " i " potrà essere ritenuto tutto, tranne che debole. 
     Sono quindi del parere che i nemici vadano non solo compresi, ma anche amati. Sbagliare è umano, tutti noi sbagliamo. Vorremmo non amare un nostro fratello, che semmai prima di sbagliare ci era anche amico, solo perché sbaglia? Ma sai quante volte avremo sbagliato noi senza neanche accorgercene...
     Qualsiasi regola, certo, può essere imposta. Ma l'imposizione, cosa crea? Crea acquiescenze esteriori, non convinzioni interiori. Se riesci ad imporre la regola del non rubare, nessuno ruberà; ma appena il gendarme si sarà voltato dall'altra parte, ruberà, se non è interiormente convinto che non si deve rubare... Ora, se tu ami qualcuno, desideri convincerlo, senza imposizioni...
     Vedi, la convinzione interiore è proprio l'UNICO antidoto al "pazzo" di cui parli. Rifletti: CHI ha obbedito all'autoritarismo di un tempo? Un popolo (tedesco, e poi italiano) abituato ad obbedire. Pertini, invece, non obbedì, preferì la galera, e con lui tanti altri. La gente non deve essere abituata ad obbedire, ma a pensare, a riflettere. Sin da bambini. Altrimenti rischiamo di farne burattini, non uomini veri.
     Ora, questo con cui parliamo non è un burattino. E' un ragazz(accio :) che deve capire alcune cose, ma non un burattino. Bisogna parlare, spiegare, MOTIVARE. Non capirà oggi? Beh,per capire c'è tempo: capirà domani. Il dialogo è la terapia "omeopatica" dei contrasti; l'imposizione è una terapia farmacologica tossica e, sul lungo periodo, inutile, perché la malattia torna più rigogliosa di prima.
      Per il resto sono perfettamente d'accordo.
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http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=1mDvQxx66GE
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Io non vado a messa ma ho la passione per la cucina , forse  questo potrebbe essere un punto d'incontro ?

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