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Commenti a "A chi è solo, Dio dona un cane. Il cane è la..." di Victor Hugo


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Ma per provare a darti uno spunto di riflessione: come puoi scrivere che, per l'uomo, "la dualità è inevitabile", e poi non cogliere la profondità di questa frase di Hugo? "Cosa è la virtù", si chiedeva Sergio qualche commento fa... Se la dualità è inevitabile, come dici tu stessa, la virtù non può farsi uomo... e dunque Hugo ha perfettamente ragione... ma perché si è fatta animale?? E' un paradosso? E' uno scherzo? O non è, invece, un'intuizione estremamente profonda? Dove sono le radici del male? E quelle del bene, dove sono?
    Parole. Str.... ate.  : ))))
    Buonanotte.
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Alle tentazioni si resiste. Tuttavia devo ribadire ancora una volta che io non parlavo dal punto di vista teologico - religioso, ma dal punto di vista dell'evoluzione spirituale, che è cosa COMPLETAMENTE diversa. Si può essere spiritualmente evoluti pur non essendo religiosi e nulla volendo sapere di teologie. Il discorso antropologico-culturale, basato, a quanto mi pare di cogliere dalle tue parole, su una sorta di evoluzione scientifico-tecnologica, è restrittivo. Per farti un esempio di estrema praticità, disparità sociali tali da condurre milioni di esseri umani alla fame o alla schiavitù hanno a che vedere con una scarsa evoluzione spirituale del genere umano, non con la tecnologia. Alla stessa maniera, distruggere (come si sta distruggendo) la foresta dell'Amazzonia, o continuare a porre sul mercato motori inquinanti quando sarebbe pronta la tecnologia "pulita", e ciò solo a fini di profitto, è opera cui si può porre mano solo per scarsa intelligenza: giacché se rendiamo la Terra una pattumiera, prima o poi il pattume ce lo troveremo in faccia. Quanto alla frase sul cane, ho detto e ripetuto in questo post (e qui sei stata poco attenta) che la parte pregnante della frase è la seconda: la virtù che, non potendo farsi uomo, si è fatta animale. E' un concetto di una profondità sbalorditiva, che mi astengo tuttavia dal commentare.
    Quanto al voler abbandonare questo luogo, è idea che mi frulla in mente da diverso tempo, e che sono stato quasi in procinto di attuare recentemente. Ma solo perché ho molti impegni, molto pressanti, e poco tempo a disposizione. Certo che sentirsi dire di aver profferito str...ate, mentre invece si è pesata ogni parola, è cosa che non aiuta. Vedi, Margherita, io non sono qui per giocare o per passare il tempo. Affronto ogni questione con serietà, tentando di dare il mio contributo col MASSIMO della chiarezza e della precisione. E anche della documentazione. Ciò sul presupposto che la gente sia interessata a dialoghi costruttivi, e non a chiacvchiere da comari. Se dunque dopo diverso tempo di questo "esercizio" di pazienza, modestia e comprensione (credi non sia... faticoso?), il risultato è la percezione di parole e non di concetti, di erudizione e non di cultura (la cultura fa parte di quella evoluzione spirituale di cui prima parlavo, ed è cosa personale, CREATIVA, non somma di nozioni come l'erudizione...); se, dicevo, il risultato è questo, forse vuol dire che la misura è colma, che non c'è ulteriore spazio di fruttuoso dialogo, e che è bene che il "profeta" se ne vada a predicare altrove, o - meglio ancora - dedichi le sue energie alla causa (estremamente più sfidante) di darsi nuovi traguardi individuali.  : )
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Caro Pino, non ho nessuna difficoltà ad ammettere di non essere interessata a sviluppare la discussione
sull'uomo partendo dal punto di visto teologico-religioso. Mi è molto più affine cercare le risposte  nel suo
percorso antropologico-culturale. ,partendo dalla scoperta del fuoco fino alla società moderna. I buoni sentimenti hanno sempre convissuto nell'animo umano come le cattive azioni, la dualità è inevitabile.non dico
positiva, ribadisco inevitabile. L'intelligenza c'entra poco , gli interessi nelle cattive azioni partono da molto lontano. Così come Dio non diede il cane all'uomo per compagnia, perchè avrebbe dovuto fare una cosa così sciocca?  Si è trattato di necessità, il cane rispose all'uomo in quanto animale 'intelligente', così l'uomo si impossessò della sua libertà, riducendolo a schiavo felice. Che poi noi li amiamo a dismisura è un altro
discorso che andrebbe approfondito, ma per quanto Hugo sia massima espressione letteraria in questo
caso
è soltanto una frase confezionata per includere un disegno divino privo di senso. Perchè privarci della tua compagnia ? Generalmente l'insegnamento è compito dell'erudito il quale non può essere privo di pazienza, modestia e comprensione. Non è forse questa una forma di santità?
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Certo. Più luci sono accese, più si illumina la società, e meglio ci si vede.
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Pino, i miei riferimenti alla "filosofia" di Gesù indirettamente specificano anche la crescita individuale, anzi soprattutto quella; ma è pur vero che la crescita individuale, alla fine, si condivide con la società. In ogni caso penso che sia giusto che la società diventi sempre più consapevole ed in grado di indirizzare i suoi membri a crescere in maniera positiva.

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