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Commenti a "Decidere di non decidere è una decisione." di Arthur Bloch


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Io non parlo di scegliere di non ragionare. Ti ripeto che credo che ogni decisione sia il risultato di un pensiero.

Io osservo asetticamente quali sono le possibilità. Non decido se una scelta sia giusta, logica o sbagliata ed illogica. Dico solo che qualsiasi scelta è il risultato di una decisione. E, essendo che ho come assioma l'insopprimibilità del pensiero, penso che ogni azione sia decisa.

E' quindi ovvio che non sostengo che una decisione possa essere non pensata. Sostengo che ogni scelta è pensata ed è per questo che è una decisione consapevole.
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Sei comunque libero di scegliere di non ragionare   :-))
Ciao.
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Ora, supponiamo che io,  come risposta al tuo commento, scelga di non risponderti affatto. Questa scelta , concorderai , non  è compresa nell' assortimento di tutte le risposte che avrei potuto usare per risponderti , ma anzi le esclude tutte , e tutte le comprende poichè lascerebbe a te l' interpretazione di un messaggio vuoto.
Abbiamo dunque osservato che non scegliere consti, nell' esempio del cammino ,  al  fermarsi, interrompendo il cammino; ora ,  con l' esempio della risposta non data al commento,  si dovrebbe scorgere l' ambiguità e l' annichilimento che ne deriverebbe.
L' unico caso che per ora vedo come possibile decisione razionale  accettabile - contenuta nel non decidere - , è scegliere di sospendere un giudizio , quando non si possiedano sufficienti dati , -e per giudicare una persona non se ne posseggono mai abbastanmza- o quando  ( anche giudicando solo le azioni di una persona ) ci si stia muovendo in sabbie mobili morali.
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Non mi va di ragionare con la matematica, con insiemi iniettivi o suriettivi ed amenità del genere.

Quello che io sento è che ogni azione/scelta che facciamo è dovuta ad una decisione. Impulsiva, ragionata o obbligata, ma pur sempre una decisione.

L'unico assioma è che il pensiero non è terminabile che con la m0rte (forse anche con qualche malattia mentale o problema cerebrale). Quindi essendo il pensiero attivo ogni nostra azione deriva da lì ed è una scelta "pensata" quindi una decisione.

Poi se vogliamo dire che decisione sia una scelta razionalmente pensata, pesata e ponderata allora si può cambiare qualche comma.

Ciao... ;)
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postato da , il
"Non prendersi in carico una scelta è comunque una scelta" , ma se si pensa che sostenere questo sia veramente importante  occorre che non si lasci credere , a chi legge, che possa essere importante in modo oggettivo.
Anche decidere di non pensare è una scelta , ma contiene in sè una contraddizione in termini , poichè - ad esempio-   per poter arrivare a decidere di non pensare è senz' altro necessario pensarci ( senza poi aproffondire sul messaggio negativo che una " decisione"  come questa comunicherebbe).
La " decisione " da te indicata  sta ad un livello differente della decisione che si può prendere dinnanzi ad un  assortimento ( almeno due) di possibili opzioni.
Difatti quando si sceglie di non scegliere , si sta prendendo una decisione tra al massimo due opzioni :
A)scegliere
B)non scegliere affatto.

A: Contenuti in questo insieme  vi sono tutte le possibili molteplici ( almeno due )  scelte opzionali.
B) Questo insieme è privo di contenuto.

E' facile osservare come le possibili e molteplici scelte siano un sotto insieme di A , e dunque esse stiano ad un livello differente di A , ad un livello inferiore.
Proporre una logica comparativa fra elementi di livello diverso è alquanto improbabile .
Inoltre vorrei che il valore che ha non scegliere affatto sia meglio esplicitato, non sia detto che per non scegliere occorrano qualità e meriti , poichè è del contrario che necesita una simile scelta , di mediocrità e demeriti.

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