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Commenti a "Dove la povertà infesta la gente e si..." di Flavia Ricucci


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postato da , il
è giusto quello che dici tu Sergio dare senza chiedersi  che fine fara' quel che ho dato, questo è il vero simbolo del cercare di aiutare  gli altri è anche vero che esistono gli approfittatori  che vedondoti disponibile  cercano di spolparti fino all'osso ...come si fa a riconoscere chi davvero non si approfitta di noi ? con tutta la falsita' che ci circonda
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postato da , il
Voglio aggiungere una terza cosa. Spesso trovo una scusa il dire io non faccio l'elemosina perchè quello ci si compra la droga, perchè sta meglio di me o che altro ne so io ...

L'elemosina va fatta perchè sentita e se qualcuno ci tende la mano chiedendo possiamo riempirla o meno a seconda di quello che possiamo fare. Ma non inventare scuse per proteggere la nostra coscienza.
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postato da , il
Spesso qualcuno mi chiede: "Come fai a decidere a chi dare le tue elemosina, magari è uno che ci si va a comprare droga..."

La mia risposta è sempre la stessa: "Io dono con il cuore e senza interesse, se qualcuno fa cattivo uso del mio dono è una sua responsabilità."
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postato da , il
Il problema è nel riuscire a credere lo stesso che qualcosa arrivi a chi è destinato.

L'organizzazione, anche se econominca, della distribuzione dei contributi solidali è comunque un modo per rendere più "importanti" i risultati. Una cosa è distribuire i pochi spicci che il singolo può dare, un'altra è raccoglierli e gestirli.

Ultimamente penso, di contro, che forse è meglio che ognittanto, quando possibile, anzi che dare ognittanto pochi centisimi, dessimo a chiunque ci sembri un poveraccio una decina d'euro. Se lo facessero tutti quelli che possono forse risolveremmo il problema dei poveracci che incontriamo in giro per strada ...

;)
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postato da , il
si è proprio così... ed è x questo che alla fine si perde la fiducia nel mondo  perchè  prevale sempre l'interesse del proprio tornaconto  a discapito di quei pochi che ancora ci credono alla solidarietà

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