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Commenti a "Presi la bottiglia e andai in camera mia. Mi..." di Charles Bukowski


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Povero Bukowski.
In effetti, se vedi una qualsiasi cosa da lontano, tutto sembra un gran casino. E' solo avvicinandoti, e osservando attentamente, e studiando le cose, che puoi distinguere fior da fiore, funghi buoni da mangiare e funghi velenosi, oro vero e oro di Bologna...
    Ma questo non lo si riesce a fare, e neanche ne viene la voglia, se "già si è fatta la propria scelta".
    Una scelta di depressione, di dolore, di nichilismo, di mo*rte.
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Sai, Dario, che non l'ho letto? Ho letto "Storie di ordinaria follia", ma il libro che citi tu, no. Farò ammenda.
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Squisitissimo saggio dissacrante.........
Charles Bukowsky era un originale: riusciva a dissacrare con grazia raffinata!
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No scusa Ale85 ma io Donne non l'ho mai letto. Sono sicuro al 200% che è tratto da Pulp. L'ho ricopiato di persona dalle pagine di quel libro.
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Non è assolutamente tratta da PULP. La frase è tratta dal romanzo DONNE.

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