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Commenti a "Per sapere ciò che si vuole, bisogna conoscere..." di Danut Gradinaru


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Bisogna concedersi molto tempo
per imparare a conoscere e capire
noi stessi, riconoscersi per ció
che si è, con pregi e diffetti.

Chiedermi che cosa voglio?

Beh, quando avró imparato
a conoscermi e a capirmi,
ti assicuro caro Danut, quel giorno
avró il MONDO tra le mani!!!
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DAnut, ti assicuro che io di di critiche non ne  faccio, non ho voce in capitolo, non sono una poetessa! Mi piace leggere, opere letterarie e poesie, sono in grado di dire se una poesia e' bella, ma solo se piace a me, perche' mi ci leggo dentro ed esprime cose che io non so dire..niente di piu'. Credi sono l'ultima persona indicata per fare critiche!
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Bea, di solito mi chiamano Daniel o Daniele ma ho notato che in tutti altri casi con il Danut mettono l'accento sulla ultima lettera "t", (DanuT).
Poi in rumeno giusto si scrive, Dănuț Grădinaru e si legge; qui è un po' difficile spiegare. Il "Dă" si legge come il "The" in inglese e l'ultima lettera, "ț" si legge come "z" in italiano.
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Scheggia, grazie a Donatella ho iniziato a conoscervi. Poi, io arrivo da un mondo virtuale dove le critiche letterarie non sono indirizzate solo all'opera ma hanno un doppio taglio sulla personalità, oltrepassando tutte le altre linee.
Per quanto riguarda la letteratura francese, mi piace tantissimo e da piccolo avevo letto molti libri francesi; li prendevo in mano e non li lasciavo più giu fino a quando non li finivo.
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Donatella, grazie con tutto il cuore per la presentazione, mi sono davvero divertita. Danut, nella pronuncia italiana la T finale del tuo nome si fa sentire oppure si omette, come credeva scheggia?
In dialetto calabrese  si dice "U giardinieri"

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