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Commenti a "Ogni Dannato è arso vivo, internamente, da..." di Federica Astolfi


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postato da Federica Astolfi, il
In risposta a bea-flando, commento #7: tu non puoi riconoscere che io abbia tanta cognizione di una determinata cosa se non hai una cognizione almeno minima della cosa di cui dici che io debba avere cognizione.
10
postato da Federica Astolfi, il
Errata corrige:

In risposta a bea-flando, commento #6: nel commento #5 ho scritto <<credo che all'incirca tutti esperiscano le stesse cose, in base al come (le si esperisce) ognuno ne ha (ossia "ha delle stesse cose") una cognizione propria (personale e dunque qualitativa e non quantitativa, in riferimento alla mia negata "tanta cognizione")>>. Ho preferito utilizzare il termine "esperire" piuttosto che "sperimentare" perchè quest'ultimo implica la ricerca della conferma a ciò che deve essere accertato presupponendo uno studio delle variabili (dipendenti o indipendenti) finalizzato a scartare un'ipotesi o a renderla teoria, escludendo quella caratteristica tipica di tutto ciò che accade in maniera inaspettata o comunque impreparata nella casualità dei singoli eventi di vita soggettiva.
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postato da Federica Astolfi, il
In risposta a bea-flando, commento #6: nel commento #5 ho scritto <<credo che all'incirca tutti esperiscano le stesse cose, in base al come (le si esperisce) ognuno ne ha (ossia "ha delle stesse cose") una cognizione propria (personale e dunque qualitativa e non quantitativa, in riferimento alla mia negata "tanta cognizione")>>. Ho preferito utilizzare il termine "esperire" piuttosto che "sperimentare" perchè quest'ultimo implica la ricerca della conferma a ciò che deve essere accertato presupponendo uno studio delle variabili (dipendenti o indipendenti) finalizzato a scartare un'ipotesi o a renderla teoria, escludendo quella caratteristica tipica di tutto ciò che accade in maniera inaspettata o comunque impreparata nella causalità dei singoli eventi di vita soggettiva.
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postato da yeratel, il
Federica, il dannato non può essere combustibile e comburente... ad esempio se io compio un gesto ritenuto "errato" è perchè ha recato danni ad altre persone... quindi io sono il "comburente" e le persone danneggiate sono il combustibile...
con questo vorrei asserire che per essere "dannati" bisogna "infastidire", infrangere i canoni di "pace" altrui.... di conseguenza per "ardere" di fuoco personale generato da "cattiverie o fastidi" fatti da mè, dovrei farli a mè stesso... in conclusione i casi sono 2: 1)Se dovessi farmi "cattiverie" per poi ardere di peccati fatti su di mè sarei scemo. 2) Se dovessi ardere per peccati fatti a mè stesso ad altrui persone non interesserebbe niente in quanto non ho commesso nessun tipo di peccato nei loro confronti... e non recando "danno" a nessuno non vedo motivo di condanna.
Intuisco più colpa in un gatto che passa la vita a cacciare topi... questa sì che è una colpa.... o un cane che continua a perseguitare gatti... dal punto di vista del gatto ciò che fà il cane è poco "ortodosso"... Concludo con un interrogativo: chi è, e, come si fà a stabilire chi sia il dannato che meriterebbe o che condanniamo ad essere arso incessantemente da flebili fiamme???
Lo riconosceremo forse dalla sua pupilla di fuoco nero??? sì quando è già bruciato... e se poi non ha la pupilla di fuoco nero???
7
postato da , il
Vedi Federica, partendo dal presupposto che Ungaretti intanto scriveva " si sta come d'autunno sugli alberi le foglie" perchè era al fronte, ergo: tu non puoi aver scritto quello che hai scritto se....

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