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Scritta da: Marilena Frigiola
Siamo atomi, plettri di chitarra, ingranaggi oleati e metallo caldo. Siamo il cuore del fuoco greco. Schiavi della spada e della follia. Non ubbidiamo alla nostra volontà ma al desiderio compulsivo di colui che ci ha creati, piantandoci dentro tutte quelle virtù che, osservate al contrario, si trasformano in potenziali delitti. Per questo a nessuno è permesso tenere a bada tutto ciò che febbricola. Anche se l'impulso dell'arte è così violento da farci male e l'unica urgenza che abbiamo è riservargli una sepoltura sconsacrata.
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    Scritta da: Marilena Frigiola
    Quando si è destinati l'uno all'altra, due tachicardie si fanno una sola, le ali si allacciano, le labbra si cercano e si trovano. Accade per tutte le articolazioni che ci compongono. Il tuo ed il mio cessano di esistere perché smettono di avere senso anche le forme e le distinzioni.
    Composta mercoledì 15 maggio 2013
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      Scritta da: Marilena Frigiola
      La nostra esistenza somiglia al sortilegio di una strega. Non sai quando ti bacerà la fortuna né quando ti si abbatterà addosso la disgrazia. L'unica concessione che avrai sarà quella di abituarti all'improvvisa ricchezza o rassegnarti all'improvviso dolore, ignorandone i tempi di durata.
      Composta lunedì 6 maggio 2013
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        Scritta da: Marilena Frigiola
        Fingo di non vedere, di non sentire, di essere immune a tutto. Ma tu, che vai e vieni da questo palazzo, vestita orgogliosamente di turbanti e salamelecchi, non fidarti dei tuoi occhi perché essi ingannano. Non fidarti del tuo orecchio perché tramuta i suoni in ambigui silenzi. E non fidarti troppo della tua viltà poiché, anche fiaccata nelle forze, riconosco sempre il nemico che si avvicina per una carezza mentre le dita gli si rizzano come coltelli.
        Composta lunedì 6 maggio 2013
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          Scritta da: Marilena Frigiola
          Siamo alla perenne ricerca di qualcosa che ci completi ma spesso trascorriamo parte del tempo a decifrare le ombre nelle vite altrui poiché temiamo di mettere a nudo quelle che ci riguardano. Fuggendo da noi stessi, allontaniamo l'io dalla sua sorgente primaria. E fintanto che la sorgente e l'io saranno separati fuori e dentro al medesimo corpo, anche la sacra dualità dell'uomo è destinata a non ricongiungersi.
          Composta lunedì 22 aprile 2013
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