Area Riservata

Frasi del Libro Il piacere


frase postata da: Federica Astolfi, in Frasi & Aforismi (Libri)
Questa spiritualizzazione del gaudio carnale, causata dalla perfetta affinità dei due corpi era forse il più saliente tra i fenomeni della loro passione. Un bacio li prostrava più d'un amplesso.
dal libro "Il piacere" di Gabriele D'Annunzio

Informazione pubblicitaria rimossa per gli utenti loggati. Registrati.


frase postata da: kicp3, in Frasi & Aforismi (Morte)
La Morte è qui, e la Morte è là; da per tutto la Morte è all'opera; intorno a noi, in noi, sopra di noi, sotto di noi è la Morte; e noi non siamo che Morte.
...
Da prima muoiono i nostri piaceri, e quindi le nostre speranze, e quindi i nostri timori; e quando tutto ciò è morto, la polvere chiama la polvere e noi anche moriamo.
dal libro "Il piacere" di Gabriele D'Annunzio

frase postata da: kicp3, in Frasi & Aforismi (Amore)
Credete voi che ci sia più nobiltà d'animo e di arte ad immaginare in una sola unica donna tutto l'Eterno feminino, oppure che un uomo di spiriti sottili ed intensi debba percorrere tutte le labbra che passano, come le note d'un clavicembalo, finché trovi l'Ut gaudioso?
dal libro "Il piacere" di Gabriele D'Annunzio

frase postata da: kicp3, in Frasi & Aforismi (Amore)
Ma voi dovete rinunziare per sempre al mio amore, voi dovete allontanarmi da me; dovete essere nobile e grande, e generoso, risparmiandomi una lotta che mi fa paura. Io ho molto sofferto, Andrea, e saputo soffrire; ma il pensiero di dover combattere contro di voi, di dovermi difendere contro di voi, mi dà un terrore folle. Voi non sapete a costo di quali sacrifizi ero giunta ad ottenere la calma del cuore; non sapete a quali alti e carissimi ideali ho rinunziato... Poveri ideali! Sono diventata un'altra donna, perché era necessario che io diventassi un'altra; sono diventata una donna comune, perché così chiedeva il dolore.
dal libro "Il piacere" di Gabriele D'Annunzio

frase postata da: kicp3, in Frasi & Aforismi (Amore)
Ci sono amori in agonia che si protraggono ancora, per virtù dell'altrui invidia, dell'altrui ammirazione; poiché l'amante disgustato o stanco teme di rinunziare al suo possesso o al suo assedio in favore della felicità di chi potrebbe succedergli.
dal libro "Il piacere" di Gabriele D'Annunzio

Fai pubblicità su questo sito »