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Scritta da: Silvana Stremiz
Non c'Ŕ da meravigliarsi se l'ironia presenta alcuni pericoli, sia per l'ironista che per le sue vittime. La manovra Ŕ arrischiata, e come ogni gioco dialettico, riesce solo di stretta misura: un millimetro in meno, - e l'ironista diventa lo zimbello degli ipocriti; un millimetro in pi¨, - e persino lui si inganna insieme alle proprie vittime; far causa comune con i lupi Ŕ pura acrobazia e pu˛ costar caro a chi Ŕ maldestro. L'ironia, pena il naufragio, deve cosý bordeggiare pericolosamente tra la Cariddi del gioco e la Scilla della serietÓ: la prima di queste trappole Ŕ lo slittamento dell'ironico nel ludico, la seconda la ricaduta dell'allegoria in tautegoria ingenua; talvolta l'ironia cede alla vertigine dell'ambiguitÓ, e l'andirivieni fra gramma e pneuma finisce col farla impazzire del tutto; talaltra aderisce alla lettera della grammatica rinunciando all'equivoco con una scelta univoca.
D'altronde a che ci serve una simile prova di abilitÓ?
A liberarci, dicono, dalle illusioni...
Ma le illusioni sono cosý funeste che, per distruggerle, dobbiamo arrampicarci su questo trapezio volante?
(da "L'ironia")
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