Frasi di Tahar Ben Jelloun
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Scriverò questa storia a bassa voce nella speranza di smascherare l'immagine confusa dello specchio. Si tratta di qualcuno che conosco bene, che ho frequentato per molto tempo. Una presenza della quale non ho diffidato abbastanza. La sua inafferrabilità è irritante. È un uomo che ha fretta. È appena arrivato e già sta per ripartire.
Scrivo per non avere più volto. Scrivo per dire la differenza. La differenza che mi avvicina a tutti quelli che non sono io, quelli che compongono la folla che mi assedia e mi tradisce. Non scrivo per loro, ma dentro di loro, e con loro. [...] Ciò che mi unisce a coloro che mi leggono o forse mi leggeranno è prima di tutto ciò che me ne separa [...] Mi resta la sopravvivenza della parola legata e consumata. Sono ciò che mi manca. Questa mancanza è tutto ciò che costituisce il mio punto di partenza, il mio itinerario e il mio obiettivo...
Confesso che il mio doppio mi aiuta molto, mi salva la faccia. In realtà sono un uomo che rispetta le convenienze. Evacuo nella scrittura le fantasie e la follia. Metto nelle parole tutto quello che posso e ritengo così di salvarmi la pelle. Qualche volta mi prende la voglia di apparire, di fare parte dello spettacolo. Mi lascio tentare. Mi lascio andare. Per vanità. Per debolezza.
Supponevo che il frastuono della vita fosse formato da tutti i colori e facesse rumore passando tra gli alberi.
dal libro "Il libro del buio" di Tahar Ben Jelloun
Il silenzio era una strada, una via per tornare a me stesso. Io ero silenzio. Il mio respiro, il battito del mio cuore divennero silenzio. La mia nudità interiore era il mio segreto.
dal libro "Il libro del buio" di Tahar Ben Jelloun