Scritta da: sagea
Scrivo per non avere più volto. Scrivo per dire la differenza. La differenza che mi avvicina a tutti quelli che non sono io, quelli che compongono la folla che mi assedia e mi tradisce. Non scrivo per loro, ma dentro di loro, e con loro. [...] Ciò che mi unisce a coloro che mi leggono o forse mi leggeranno è prima di tutto ciò che me ne separa [...] Mi resta la sopravvivenza della parola legata e consumata. Sono ciò che mi manca. Questa mancanza è tutto ciò che costituisce il mio punto di partenza, il mio itinerario e il mio obiettivo...
Tahar Ben Jelloun
Composta giovedì 25 agosto 2011
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    Scritta da: sagea
    Confesso che il mio doppio mi aiuta molto, mi salva la faccia. In realtà sono un uomo che rispetta le convenienze. Evacuo nella scrittura le fantasie e la follia. Metto nelle parole tutto quello che posso e ritengo così di salvarmi la pelle. Qualche volta mi prende la voglia di apparire, di fare parte dello spettacolo. Mi lascio tentare. Mi lascio andare. Per vanità. Per debolezza.
    Tahar Ben Jelloun
    Composta sabato 20 novembre 2010
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      Scritta da: Isabel Xxx
      Io non ho bisogno di denaro. Ho bisogno di sentimenti, di parole scelte sapientemente, di fiori detti pensieri, di rose dette presenze, di sogni che abitino gli alberi, di canzoni che facciano danzare le statue, di stelle che mormorino all'orecchio degli amanti. Ho bisogno di poesia, questa magia che brucia la pesantezza delle parole, che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.
      Tahar Ben Jelloun
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