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Frasi di Nazim Hikmet

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frase postata da: libera poetante, in Frasi & Aforismi (Arte)
Detesto non solo le celle della prigione, ma anche quelle dell'arte, dove si sta in pochi o da soli, sono per la chiarezza senza ombre del sole allo zenit, che non nasconde nulla del bene e del male. Se la poesia regge a questa gran luce, allora è vera poesia.
-- Nazim Hikmet (scheda)
Composta
domenica 12 settembre 2010
È stata frase del giorno
mercoledì 13 marzo 2013

frase postata da: if so girl 84, in Frasi & Aforismi (Saggezza)
Godi di tutti i beni terrestri, del sole, della pioggia e della neve, dell'inverno e dell'estate, del buio e della luce, ma prima di tutto godi dell'uomo.
-- Nazim Hikmet (scheda)


frase postata da: Stefanertoski, in Frasi & Aforismi (Felicità)
Al sole brillano
coi loro lustrini
coi fili d'argento,
le piogge son biondi capelli
di sposa fanciulla.
La tranquillità delle tegole molli
mi penetra a poco a poco.
-- Nazim Hikmet (scheda)

frase postata in Frasi & Aforismi (Morte)
Mia Rosa, Pupilla dei miei occhi non ho paura di morire, ma morire mi secca... è una questione d'amor proprio.
-- Nazim Hikmet (scheda)

If half my heart is here, doctor,
the other half is in China
with the army flowing toward the Yellow River.
And, every morning, doctor,
every morning at sunrise
my heart is shot in Greece.
And every night, doctor, when the prisoners are asleep
and the infirmary is deserted,
my heart stops at a run-down old house in Istanbul.
And then after ten years
all I have to offer my poor people is this apple in my hand,
doctor, one read apple: my heart.
And that, doctor, that is the reason
for this angina pectoris –
not nicotine, prison, or arteriosclerosis.
I look at the night through the bars,
and despite the weight on my chest
my heart still beats with the most distant stars.


Se qui c'è la metà del mio cuore, dottore,
l'altra metà sta in Cina
nella lunga marcia verso il Fiume Giallo.
E poi ogni mattina, dottore,
ogni mattina all'alba
il mio cuore lo fucilano in Grecia.
E poi, quando i prigionieri cadono nel sonno
quando gli ultimi passi si allontanano
dall'infermeria
il mio cuore se ne va, dottore,
se ne va in una vecchia casa di legno, a Istanbul.
E poi sono dieci anni, dottore,
che non ho niente in mano da offrire al mio popolo
niente altro che una mela
una mela rossa, il mio cuore.
È per tutto questo, dottore,
e non per l'arteriosclérosi, per la nicotina, per la prigione,
che ho quest'angina pectoris.
Guardo la notte attraverso le sbarre
e malgrado tutti questi muri
che mi pesano sul petto
il mio cuore batte con la stella più lontana.
-- Nazim Hikmet (scheda)

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