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Scritta da: Maria C.
Ammiro le persone "comuni" ,sai, quelle che non hanno grandi cose materiali, che non frequentano posti lussuosi e non vestono abiti firmati. Ammiro queste persone perché quando mi guardano, non guardano cosa indosso, quanti gioielli ho e che lavoro faccio. Loro guardano il mio sguardo, il mio sorriso, assaporano la mia vivacità e godono della mia compagnia. Ammiro queste persone perché pur avendo meno di altre, portano dentro di se delle ricchezze enormi. Quelle ricchezze capaci di arricchire anche chi gode della loro compagnia, chi divide con esse il proprio tempo beneficiando di un arricchimento interiore che nessuna ricchezza materiale potrebbe comprare.
Composta martedì 4 novembre 2014
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    Scritta da: Maria C.
    Chiamo "Destino" quel qualcosa che accade solo se deve accadere, quel qualcosa che sarà solo se deve essere. Io invece credo che, anche se in parte, questo signor "Destino" esiste e sono pienamente convinta che troppo spesso ci fermiamo ad aspettarlo, ci fermiamo senza lottare dicendo: "Evidentemente, non è destino"! Prima di abbandonarci alla rassegnazione, prima di dire "Doveva andar così"! proviamo a restare in piedi, a lottare provando a stimolare una reazione, un cambiamento in questo "Destino" fin troppo spesso cieco e ingiusto!
    Composta martedì 4 novembre 2014
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      Scritta da: Maria C.
      Ti ho donato la mia mano, perché quando me l'hai sfiorata ho sentito che ero al sicuro. Percependo che la tua, stringendo la mia, mi avrebbe condotto sulla strada giusta. Ti ho donato le mie paure più grandi, perché quando le hai ascoltate le hai raccolte e colmate senza giudicarle. Ti ho donato il mio tempo, perché nel farlo il mio diventava ancora più prezioso. Per tutti questi motivi ho deciso di donarti me stessa, perché sento che non ho niente da temere se cammino accanto a te.
      Composta martedì 4 novembre 2014
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        Scritta da: Maria C.
        Per poter ricominciare dobbiamo essere in grado di mettere la giusta punteggiatura al passato. Evitiamo le virgole, le parentesi, ma soprattutto i puntini di sospensione. Essi fanno solo in modo che il tempo passi nella vana attesa di qualcosa che non arriverà mai. Voltare veramente pagina è azzerare e ripartire... senza "scrivere" le nuove continuando a guardare le precedenti pagine, con la speranza di poterle cambiare e soprattutto rivivere.
        Composta lunedì 29 settembre 2014
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          Scritta da: Maria C.
          Ho guardato dentro mille occhi, ma forse in nessuno di essi ho saputo scorgere quel qualcosa in più che cerco. In nessuno di essi ho trovato quello che da troppo tempo ormai sembra essersi estinto. Mille bocche ho visto esprimersi in svariate parole, malgrado il loro tentativo di rassicurarmi, esse non hanno saputo fare in modo che io potessi fidarmi ed affidarmi. È come un sesto senso che ti frena. Come un "buco" che dilata lo stomaco. Non è facile ignorare le vecchie ferite, dimenticare la risalita dal dolore e tornare a guardare qualcuno con gli stessi occhi e ad ascoltarlo apprendendo le sue parole con la stessa fiducia. Difficile è risalire, ma ancor più difficile ricominciare qualcosa di nuovo con la stessa fiducia e lo stesso entusiasmo.
          Composta lunedì 29 settembre 2014
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