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Scritta da: dangerousstar
Non sembrava offesa. Non se la prendeva mai, anche quando se la prendeva. Tornava subito sui suoi passi. Non aveva una grande considerazione di se stessa. Una di quelle persone con le quali è quasi impossibile litigare. Non entrano mai in collisione con le energie sballate degli altri, si scansano un attimo prima, oppure si lasciano incenerire senza smettere di sorridere.
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    Scritta da: Alexie
    Avevano anche fatto l'amore da lontano, più di una volta.
    Senza dirselo, si erano ritrovati a sudare, a piegarsi in mezzo a un parco, su un autobus. Il pensiero era così forte, erano braccia che aprivano le costole. Come se l'altro stesse cercando il tuo cuore dal lato opposto della città, attraverso muri di macchine e di cemento.
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      Scritta da: Alexie
      La lingua era la cosa che più gli era piaciuta.
      Piccola, rossa, mite e improvvisamente piena di
      nervi e di sangue come lei.
      Ore di baci. Nei parchi, contro i muri, come gli
      adolescenti quando cominciano a provare, a
      sondare un altro corpo dentro. Vermi caldi,
      incollati di torpore, che si lasciano cadere,
      scivolare. Lui s'infilava in quella bocca e ci
      cadeva, muoveva la lingua come una pala nella
      polenta. Te ne andavi, diventavi umido e pieno di
      fiamme. Crescevi insieme alla saliva. Non eri più
      il povero stronzo di una settimana prima. Perché
      lei ti voleva come una sanguisuga, come una
      pianta cerca il sole. Come tutte le cose stupide
      che si cercano nel mondo semplicemente per
      vivere.
      Si staccavano per poco e si guardavano,
      soddisfatti. Di niente. Di quel ruminare. Poi
      tornavano al lavoro. Come operai sudati. Perché
      di quello si trattava. Fondamenta di saliva per un
      amore.
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